Copiste e Miniatrici work in progress

Qui di seguito l'elenco delle copiste (per il quale si utilizza di base, implementandolo, il lavoro Donne e cultura scritta nel Medioevo dell'Università di Cassino) e miniatrici italiane (lavoro originale a cura di RECEPTIO), che verrà implementato sino al mese di aprile 2026. 

Agnese SCARABELLA

Religiosa

1297

Padova (Sant'Agata in Vanzo)

Breve biografia
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Copista e decoratrice di una monumentale Bibbia latina realizzata nel convento benedettino di Sant’Agata in Vanzo di Padova, datata 1297. Presumibilmente figlia del notaio Gerardo degli Scarabelli (Gerardus magistri Henrigeti de Scarabellis), che sarebbe anche il committente della Bibbia, ad uso interno del monastero. Cfr. I manoscritti datati della Biblioteca Riccardiana di Firenze. III. Mss. 1401-2000, a c.
di T. De Robertis - R. Miriello, Firenze 2006 (Manoscritti datati d'ltalia, 14), 5-6 n? 8, tav. 37. : f.193v: Colophon: “Ego soror Agnes Scarabela de Sancte Agathe de Vantio [cancellato] fecit ['d' corretta] hoc opus. Anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo septimo indicione decima.”

Biblioteca del Seminario di Padova, Ms 542/I (XIII sec. - dal Monastero di S. Agata in Vanzo), f. 111v: inizio del "Cantico dei Cantici", con la rappresentazione di una monaca come sposa di Cristo.

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Padova, Biblioteca del Seminario 542/I

Antico Testamento (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, Giudici, Ruth, Re) preceduto dall'epistola di Girolamo a Paolino e accompagnato dai prologhi geronimiani. Membr.; ff. 193, I'; 1 (9) (1-9), 2-19 (10-189), 20 (4) (190-193); numerazione dei fascicoli in cifre romane; richiami entro cartigli; tracce di rubriche nel margine esterno recto dei fascicoli 3 e 10, che possono far pensare a una segnatura a registro; inizio fascicolo lato carne; 510x359=35[367]108x32/10[110(15/15)110]10/57; rr. 45 / ll. 44; rigatura a colore; una pagina ornata e figurata (f. 3v); iniziali istoriate e figurate di stile bolognese (ff. 3r-v, 28v, 49r, 63v, 84r, 101r-v, 114r, 127r, 128v, 129v, 146v, 161r, 178r); iniziali filigranate, titoli e titoli correnti in rosso, maiuscole toccate di rosso. Legatura antica su assi con coperta rifatta in epoca moderna (dorso in pelle, sui piatti pergamena con evidenti tracce di scrittura), con cantonali e residui dei fermagli. Fori con perdita di testo ai ff. 1-4, 185-193; asportazione parziale dei margini dei ff. 44, 45, 46, 48, 50, 56, 65, 82, 87, 117, 139, 144, 170, 172, 184, 187, 188, 190, 191. Al f. 193vB: Ego soror Agnes Scarabela de Sancte Agathe de Vantio [eraso] fecit [segue una 'd' espunta] hoc opus. Anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo septimo [su rasura, con -ti- in interlinea], indicione decima. Scrittura 'textualis' piuttosto compatta, dalle aste poco sviluppate; la norma della fusione delle curve viene sostanzialmente rispettata (ma si veda un ottimo esempio di mancata osservanza in posizione canonica, nelle prime due lettere di 'hominum', al f. 123rb l. 10 dal basso), molto meno quella della 'r' rotonda dopo una curva; la 's' finale di parola è regolarmente maiuscola.

Dettaglio del capolettera

Bibliografia

Giordana Canova Mariani, I manoscritti miniati, in I manoscritti della Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova, a cura di Andrea Donello, Gianna Maria Florio, Nicoletta Giovè, Leonardo Granata, Giordana Canova Mariani, Paola Massalin, Antonella Mazzon, Federica Toniolo, Stefano Zamponi, Firenze, Regione del Veneto, Giunta Regionale - SISMEL Edizioni del Galluzzo, 1998 (Biblioteche e archivi, 2), pp. XIX-XLV: XXX; Andrea Donello, [Descrizione del manoscritto], ibid., p. 93 nr. 203, tav. CCXV; Andrea Donello, [Descrizione del manoscritto], in I manoscritti datati di Padova (Accademia Galileiana di Scienze, Lettere e Arti - Archivio Papafava - Archivio di Stato - Biblioteca Civica - Biblioteca del Seminario Vescovile), Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2003, p. 40 nr. 65, tav. I; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 382 e n. 16, 395-396.

Angela DONATI

Laica

1326-1375

Firenze

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Riccardiana 1446, f. 117r

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Firenze, Biblioteca Riccardiana 1446

Leggenda di Barlaam e Josafat

Bibliografia

I manoscritti della R. Biblioteca Riccardiana di Firenze. I. Manoscritti italiani, a cura di Salomone Morpurgo, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1900 (Indici e cataloghi, 15), pp. 475-476; Luisa Miglio, "A mulieribus conscriptos": donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloqui del Comité international de paléographie latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria, 14), pp. 235-266: 251-252, tav. 1 a; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 231-232; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 384 n. 26.

Angela RUCELLAI

Religiosa

1476-1525

Firenze

Breve biografia
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Ego soror Angela indigna serva domini nostri Iesu Christi scripsi manu propria hoc collectarium. Deus sit laudatus et pro me deprecatus ["soror Angela" è stata identificata con Angela de' Rucellai, suora domenicana del convento di S. Iacopo di Ripoli (cfr. Mirella Levi D'Ancona, Miniatura e miniatori a Firenze dal XIV al XVI secolo. Documenti per la storia della miniatura, Firenze, Olschki, 1962 Storia della miniatura. Studi e documenti, 1, p. 11) o con un'altra copista dello stesso monastero, suor Angela Miniberti o Mineberti (Pini, Gruppo di codici, pp. 267-268)]. Sul manoscritto interviene anche suor Cleofe (1476-1525). Suor Angela. della casa osservante di San
Iacopo di Ripoli, completò il suo graduale intorno all'anno 1500, con un colophon che registra la collaborazione con la consorella Suor Lucrezia (Lucrezia Panciatichi era la notatrice). A. include anche una nota di speranza che i loro nomi siano iscritti nel Libro della Vita.

Firenze, Museo di San Marco MS Graduale 630

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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. Soppr. D.VII.344 (Santa Maria Novella)

Horae diurnae. Membr. 4°. XIV / Graduale 630 Museo San Marco/

Firenze, Museo di San Marco, MS 630, fol. 259v.

Bibliografia

Gabriella Pomaro, Censimento dei manoscritti della biblioteca di S. Maria Novella. II. Secoli XV-XVI, "Memorie domenicane", n. s., 13 (1982), pp. 203-353: 249; Cristina Pini, Un gruppo di codici miniati fiorentini quattrocenteschi del fondo Conventi Soppressi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, anno accademico 1993/1994, pp. 259-273; Adriana Di Domenico, [Descrizione del manoscritto], in I manoscritti datati del fondo Conventi Soppressi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Simona Bianchi et al., Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2002 (Manoscritti datati d'Italia, 5), p. 133 nr. 168, tav. CLII (f. 80 bis v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 225-226. - Carte di donne: per un censimento regionale della scrittura delle donne dal XVI al XX secolo : atti della giornata di studio, Firenze, Archivio di Stato, 3 febbraio 2005 - Brian Richardson, Women and the Circulation of Texts in Renaissance Italy, Cambridge University Press, 2020.

Angelica GADDI

Religiosa

1460 2 giugno

Firenze

Breve biografia
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Figlia di Giovanni Gaddi, visse in convento per 68 anni, morì all'età di 74 anni, il 26 dicembre del 1523 (Cfr. ASF, San Jacopo di Ripoli. Vol. 23. Croniche, segnato A. 1508-1778, fol. 121v.).

Firenze, Biblioteca Riccardiana 2102, fol. 1v

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Firenze, Biblioteca Riccardiana 2102

Domenico Cavalca, Specchio di croce. Sottoscrizione Al f. Iv, in rosso: In Dei † nomine. Incomicia el divoto libro chiamato Specchio di croce facto e compilato pel venerabile religioso in Cristo Yesu reverendo padre frate Domenico Cavalca da Vico Pisano dell'ordine de' fra predicatori, scricto da me indegna serva e schiava di Yesu Cristo suor Angelica del decto ordine.

Al f. 120v in rosso: Amen. Amen. Qui scrissit scribat, semper cum Domino vivat, / Vivat in celis semper cum Domino felix. / Facto fine pia [pia in interlineo], laudetur virgo Maria. Questo libro fu finito di scrivere nel 1460 addì 2 di iugnio.

Firenze, Biblioteca Riccardiana 2102, fol. 2r

Bibliografia

Antonia ACCIAIUOLI

Religiosa

1424-1424

Firenze

Breve biografia
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Del convento di San Pier Maggiore

Oxford, Bodleian Library, Lyell 73, colophon

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Oxford, Bodleian Library, Lyell 73

Pseudo Agostino, Soliloquia, in volgare (ff. 3r-48v), preceduti dal prologo (f. 1r) e dalla tavola dei capitoli (ff. 1r-2v); Agostino, Enarrationes in Psalmos (estratti, in volgare) (ff. 48v-63r, 78r-84r); Bartolomeo da S. Concordio, Summa de casibus conscientiae (estratti dal volgarizzamento detto il "Maestruzzo" attribuito a Giovanni delle Celle, ff. 63r-78r) [al f. 84v un breve testo (sec. XVIII) sulla preparazione alla morte destinato a un pubblico femminile, verosimilmente claustrale]. Cart.; I, 86 [il f. 5 è ripetuto; la guardia posteriore è numerata 86], I'; 1-7 (12) (1-83), 8 (2) (84-85); richiami; in octavo; 203x142=18[124]61x19[86]37; rr. 26 / ll. 25; rigatura a secco (ma effettuata con uno strumento che sembra lasciare talora qualche traccia di colore); iniziali filigranate rosse e azzurre, titoli in rosso, maiuscole toccate di giallo; legatura in pergamena del sec. XVII. Al f. 84r: Iste liber est sororis Antonie monialis monasterii Sancti Petri Maioris de Florentia. Manibus suis scripsit. Explevit ipsum die secundo martii ad horam vigesimam, die giovis, anno millesimo quartocientesimo vigesimo tertio [la data è in stile fiorentino (il 2 marzo 1424 era giovedì)]. Rogate Dominum pro eam [il colophon è in rosso, preceduto da una prima stesura in inchiostro nero in cui è cancellata l'espressione "Manibus suis scripsit" e l'invocazione finale "Rogate Dominum pro eam"]. Sul contropiatto anteriore l'ex libris di James P. R. Lyell e la nota dell'acquisto da parte dello stesso Lyell presso la libreria B. H. Blackwell (20 ottobre 1939)[il prezzo pagato fu di 8 sterline e 15 scellini. Il codice fa parte di un gruppo di manoscritti medievali lasciati da Lyell alla sua morte (1948) alla Bodleian Library]. La scrittura di Antonia è una 'semigotica' personale molto fluida e povera di nessi. La foratura, regolarmente visibile, sembra effettuata all'antica (Jones 1).

Bibliografia

Bénédictins du Bouveret, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle. I. Colophons signés A-D (1-3561), Fribourg, Editions universitaires, 1965 (Spicilegii Friburgensis subsidia, 2), p. 119 nr. 924; Albinia C. de la Mare, Catalogue of the Collection of Medieval Manuscripts Bequeathed to the Bodleian Library, Oxford by James P. R. Lyell, Oxford, Clarendon Press, 1971, pp. xxv, 221-223, tav. XXV d (riproduzione del colophon); Andrew G. Watson, Catalogue of Dated and Datable Manuscripts (c. 435-1600)in Oxford Libraries, Oxford, Clarendon Press, 1984, I, pp. 106-107 nr. 644; II, tav. 308 (f. 3r); Luisa Miglio - Marco Palma, Donne e cultura scritta nel medioevo: http://tramedivita.it/donne/, in Segni per Armando Petrucci, a cura di Luisa Miglio e Paola Supino, Roma, Bagatto Libri, 2002, pp. 197-215: 214-215.

Battista ALFANI

Breve biografia
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Bibliografia

Benedetta NICCOLI

Laica

1465-1470

Firenze

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Riccardiana 1429, fol. 56v

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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II.III.247; BRF, MS 1429 e BNCF, MS II III 247- Firenze, Biblioteca Riccardiana 1429
Sermoni di S. Agostino e una Sacra rappresentazione // altro codice: Vita di San Gerolamo e Vangeli in ottava rima

Zibaldone moraleggiante (ff. 1-124). Cart., I (membr.), 124, III’ (cart.), numerazione recente a matita. 1 (8) (1-8), 2 (8) (9-16), 3 (8) (17-24), 4 (8) (25-32), 5 (8) (33-40), 6 (8) (41-47), 7 (8) (48-56), 8 (8) (57-64), 9 (9) (65-73), 10 (10) (74-83), 11 (12) (84-95), 12 (10) (96-105), 13 (10) (106-115), 14 (9) (116-124); richiami centrali con decorazioni a volute; in-folio; 293x213 = 30 [205] 58 x 15/7 [155] 36 (ff. 1r-30v) rr. 32 / ll. 32 variabili; 294x213= 15 [215] 64 x 23 [65 (13) 67] 45 (ff. 71v-95v), rr. 33/ ll. 35 variabili; rigatura a secco eseguita per testo a due colonne (le cc. 64-72 presentano tracce di colore); iniziali di colore rosso, alcune leggermente filigranate, tocchi di giallo alle maiuscole fino a c. 33v, rubriche. Legatura di restauro con recupero del dorso; piatti in legno. A f. 122 r: Finito a dì venti di dicienbre 1470 e scritto e chopiato per me Benedetta donna di Piero Nicholi cittadino fiorentino. La mercantesca di Benedetta si presenta molto regolare e tipizzata, di modulo più piccolo rispetto al Riccardiano 1429. Tipiche le due forme di “e” all’interno di parola e come congiunzione. Dal testo si dipartono decorazioni floreali sui margini. Si rilevano maniculae. A f. 1r si trova un disegno a penna di un volto femminile di profilo; a f.1v è disegnato a penna lo stemma e sopra vi si legge il nome di uno degli antichi possessori, Niccolò di Francesco Arrighetti. Nel margine inferiore del f. 124v una nota ricorda il dono del codice alla Magliabechiana da parte di Luigi Poirot direttore della Zecca fiorentina, che lo lasciò alla biblioteca per legato testamentario del 1° dicembre 1824. Il codice insieme ad altri entrò alla Magliabechiana il 2 dicembre 1825. Miscellanea religiosa (ff. 1r-136v) fra cui: S Agostino, Sermoni (1r-56v); Niccolò Cicerchia, Poema della Passione (ff. 75r-119v); Feo Belcari, La rappresentazione d’Abraam (ff. 124v-135r). Cart., III (la seconda e la terza guardia sono membranacee), 136, III’ (la prima e la seconda guardia sono membranacee), numerazione meccanica; 1 (8) (1-8), 2 (10) (9-18), 3 (10) (19-28), 4 (10) (29-38), 5 (8) (39-46), 6 (8) (47-54), 7 (8) (55-62), 8 (8) (63-70), 9 (14) (71-84), 10 (10) (85-94), 11 (10) (95-104), 12 (10) (105-114), 13 (10) (115-124), 14 (8) (125-132), 15 (4) (133-136); richiami centrali con decorazione a volute; in 4°; 216x145 = 20 [140] 56 x 22 [89] 34 (ff. 1r-60v), rr. 28/ll.29 variabili; 216x145 = 20 [142] 54 x 15/5 [83] 5/37 (ff. 61r-72v), rr. 28/ ll. 28 variabili; rigatura a secco poco visibile; iniziali di colore rosso, tocchi di giallo alle maiuscole, rubriche; legatura di restauro con recupero del dorso, piatti in legno. A f. 56v: Finiti i venti s(er)moni del p(re)fato Santo Aghostino molto a nostro amaestramento s[c]ritti et chopiati per mano della Benedetta donna di Pietro d’Antonio Nicholi fatti nel 1464 a dì venti di marzo. La mercantesca di Benedetta Niccoli si presenta accurata, regolare e tipizzata (in particolare nella “e” raddoppiata). Alcune varianti morfologiche anche a breve distanza non sono sufficienti ad ipotizzare la presenza di una mano ulteriore. Esempi di decorazione floreale di mano della copista che partendo dal testo si estendono nei margini.

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II.III.247, fol, 122r

Bibliografia

Adolfo Bartoli, I manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Firenze, I-IV, Firenze, 1879-1885, vol. III, pp. 47-55; G. Mazzatinti, Inventari dei manoscritti delle Biblioteche d’Italia, X, Firenze: Biblioteca nazionale Centrale, Forlì, 1900: pp.16-18; Luisa Miglio, “A mulieribus conscriptos arbitror”: donne e scrittura, in Scribi e colofoni. Le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'’avvento della stampa, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, CISAM, 1995 (Biblioteca del “Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria” 14), pp. 235-266: 252-253; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 223-224; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 384 n. 25. I manoscritti della R. Biblioteca Riccardiana di Firenze. I. Manoscritti italiani, a cura di Salomone Morpurgo, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1900 (Indici e cataloghi, 15), p. 465; Luisa Miglio, “A mulieribus conscriptos arbitror”: donne e scrittura, in Scribi e colofoni. Le sottoscrizioni di copisti dalle origini all’avvento della stampa, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, CISAM, 1995 (Biblioteca del “Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria” 14), pp. 235-266: 252-253; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 230-231; I manoscritti datati della Biblioteca Riccardiana di Firenze. III. Mss. 1401-2000, a cura di Teresa De Robertis e Rosanna Miriello, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2006 (Manoscritti datati d'Italia, 14), pp. 5-6 nr. 8, tav. 37; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 384 n. 25.

Caterina PERUZZI

Religiosa del monastero del Paradiso di Firenze

1458-1458

Firenze

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXXVIII.128, fol. 1r (ritratto immaginario di Santa Brigida)

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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXXVIII, 128

Vita di s. Brigida (in volgare; ff. 1r-82v); Brigida di Svezia, Preghiere (ff. 82v-113v). Membr.; ff. I, 114, I'; 1-7 (10) (1-70), 8-12 (8) (71-110), 13 (4) (111-114); richiami; inizio fascicolo lato carne; 185x134=2[112]51x19[76]39; rr. 22/ll. 21; rigatura a colore; iniziale grande miniata con oro con il busto di s. Brigida e fregio sui margini interno e inferiore al f. 1r; iniziali medie e minori rosse, azzurre e toccate di giallo; titoli in rosso. Legatura antica con i piatti coperti di cuoio impresso a secco; due fermagli restaurati. Al f. 114v nota di possesso di mano del s. XVI: 'Est p. Melchioris et amicorum suorum'. Al f. 1r precedente segnatura Strozzi: 'N° 224', depennata e sostituita da '218' [si ringrazia Piero Scapecchi per la collaborazione]. Il ms. figura nell'inventario redatto nel 1734 in occasione dell'unione patrimoniale del convento di S. Brigida con il Conservatorio dei Poveri di San Giovanni Battista dell'Ospedale di Bonifazio Lupi. Ai ff. 113v-114r, in rosso: 'Finita è la vita e miracogli di sancta Brigida e alquante orationi rivelate da Dio e dalla Vergine Maria a sancta Brigida madre nostra del reame di Svetia et del dominio del re del regno di Novergia (sic), il quale è nelle parti di setentrione, ultimo di tutti (segue 'i' apparentemente espunta) regni. Negli anni Domini 1458, utimo (sic) dì di novembre fu compiuto di scrivere per mano [di] suor Katerina nel monastero del Paradiso'. La scrittura è una 'textualis' semplificata dal modesto contrasto, piuttosto rispettosa delle norme della fusione delle curve contrapposte e della 'r' a 2 dopo lettera curva. Caratteristica è la 'a' di tratteggio corsivo, di solito in due elementi (un semicerchio seguito da un tratto lievemente curvo). Abbastanza frequenti le abbreviazioni per trattarsi di un testo volgare.

Bibliografia

Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 227-228; Rosanna Miriello, I manoscritti del monastero del Paradiso di Firenze, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2007 (Biblioteche e Archivi, 16), 36, 138-141 nr. 62, tav. 82; 186. Melissa Moreton, Pious Voices: Nun-scribes and the Language of Colophons in Late Medieval and Renaissance Italy, Essays in Medieval Studies 29 (2014), 43–73. Carla Rossi, Aggiornamenti su alcune copiste e miniatrici del Monastero del Paradiso di Firenze, in Theory and Criticism of Literature and Arts, Special Issue 2021 Updating HerStory.

Caterina VIGRI

Religiosa

1438-1463

Ferrara-Bologna

Breve biografia
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Nata da Benvenuta Mammolini e da Giovanni de' Vigri, patrizio ferrarese, dottore in legge e pubblico lettore a Padova, al servizio del marchese Niccolò III d'Este, signore di Ferrara.
Fin da piccola viene educata a Bologna dalla madre e da parenti, per via delle molte assenze del padre, il quale però vuole che impari anche il latino.
Nel 1424, all'età di 11 anni, Caterina entra alla corte estense come damigella di compagnia di Margherita d'Este, figlia naturale di Niccolò III. Riceve l'educazione propria del tempo: studia musica, pittura, danza, impara a poetare e diventa esperta nell'arte della miniatura e della copiatura. Nel 1427 lascia la corte estense e si unisce a un gruppo di giovani di famiglie gentilizie che facevano vita in comune, intenzionate inizialmente a seguire la spiritualità agostiniana.
Nel 1432 professa con le compagne la regola di Santa Chiara, approvata da papa Innocenzo IV, e dà inizio alla vita claustrale francescana nel monastero del Corpus Domini.
Venerata già in vita dal popolo per le sue virtù carismatiche, nel 1456, dopo insistente invito della cittadinanza e delle autorità civili e religiose, Caterina giunge a Bologna per fondarvi il Monastero del Corpus Domini, di cui sarà badessa per i successivi sette anni, cioè fino alla morte, avvenuta il 9 marzo 1463.
Caterina fa parte di una serie di clarisse legate all'Osservanza francescana, caratterizzate dall'aver fatto sintesi tra santità e amore per la cultura, tra le quali spiccano Cecilia Copoli da Perugia, Eustochia Calafato da Messina, Battista Camilla da Varano da Camerino e la beata Illuminata Bembo, biografa della santa bolognese.

Il corpo incorrotto della Santa nel Monastero delle Clarisse di Bologna
Fu seppellita nella nuda terra, ma dopo diciotto giorni fu dissotterrata, intatta e profumata. Dopo varie peripezie il suo corpo trovò una collocazione soddisfacente che ancor oggi conserva: si trova nel monastero delle Clarisse di Bologna, senza alcuna maschera, seduta, visibile a tutti. In alto, sopra la sedia, si legge la scritta: "Et gloria eius in te videbitur" ("In te [Caterina] si vedrà la Sua gloria [di Dio]"). Fu canonizzata da Papa Clemente XI il 22 maggio 1712, solennità della SS. Trinità.

La beata Illuminata Bembo (vd scheda), subentrata a santa Caterina come badessa, descrisse in qualità di testimone oculare gli avvenimenti che fecero seguito al trapasso della futura santa[2], come il dolce profumo che emanava dal corpo, che trasudava inoltre un liquido aromatico trasparente, fenomeno che dura ancora oggi imbevendo le vesti, tanto che le suore devono cambiarla periodicamente. Per più di settant'anni le unghie e i capelli crebbero e furono regolarmente tagliati[3][4].

Pasquale Palmieri, in un suo studio dedicato ai corpi incorrotti dei santi, ritiene che i fenomeni legati a santa Caterina non siano attendibili, con particolare riferimento ai movimenti straordinari del corpo riferiti dai testimoni oculari[5][6].
Ogni anno, dall'8 al 16 marzo, nel Monastero del Corpus Domini di Bologna si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, compatrona della città.

Breviario

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Bologna, Monastero del Corpus Domini, s. s.

Breviario (preceduto da indice e notizie di mano più tarda; calendario, ff. 3r-8v; proprio del tempo, ff. 10rA-190rA; salterio, ff. 194rA-272vB; innario, ff. 273rA-279vB; commemorazioni, ff. 280rA-281rB; proprio dei santi, ff. 282rA-469vB; comune dei santi, ff. 470rA-507vA; indice dettagliato di mano più tarda [s. XVI?], ff. 508r-513r; tavole e computi pasquali, ff. 514vA-517rA). Membr., ff. 518 (numerati 517); richiami; due colonne; ll. 29-34 (variabili); rigatura a colore. Iniziali maggiori figurate, iniziali minori filigranate rosse e azzurre alternate, titoli in rosso. Circa mille glosse ('nomina sacra' e invocazioni), inserite soprattutto all'interno delle iniziali, di mano della copista Caterina Vigri, che ha trascritto anche buona parte del Breviario (ff. 10rA-190rA, 274rA-278vA, 282rA-469vB) in una "textualis" molto compatta, dalle aste poco sviluppate e ricca di abbreviazioni. Fra le altre mani del codice appaiono particolarmente accurate quelle attive ai ff. 194rA-273vB e 470rA-507vA. L'autografia è attestata da alcune note: (f. 23vB) Christus, Iesus Christus, Iesus Christus, per lo cui amore io sore Catelina del corpo de Christo in Ferara ò scrito questo breviario, exceto lo salmista e lo commune di santi e lo calendario. Christus; (f. 469vA-B) Christus meus, Christus meus, Christus, pro cuius amore ego soror Chaterina explevi librum istum in monasterio sacratissimi corporis Christi, sub regula virginis preclarissimae [la lettura della seconda -a- è incerta] Clarae, humilis ancillae [corretto da "ancilla"] Christi et verae [corretto da "vera"] discipulae [corretto da "discipula"] et filiae [corretto da "filia"] serafici Francisci patris nostri M°CCCC°LII°, XI° die mensis iunii, in die sancti Barnabe apostoli. Laus tibi, Domine Iesu Christe, pastor bone. Amen.

Bibliografia

ed. A. Degl'Innocenti, Firenze, Edizioni del Galluzzo, 2000. Per il BREVIARIO: Lucio María Núñez, Descriptio Breviarii manuscripti S. Catharinae Bononiensis O. S. Cl., "Archivum Franciscanum Historicum", 4 (1911), 732-747; Claudio Leonardi, Le glosse di Caterina Vigri al suo Breviario, in Pregare con le immagini. Il Breviario di Caterina Vigri, a cura di Vera Fortunati e Claudio Leonardi, Firenze - Bologna, SISMEL Edizioni del Galluzzo - Editrice Compositori, 2004 (Caterina Vigri. La Santa e la Città, 6), pp. 9-27 (in particolare p. 9); Irene Graziani, L'icona della monaca artista e le fonti storiografiche sul Breviario di Caterina Vigri, ibid., pp. 29-42 (in particolare pp. 30-31); Vera Fortunati, Pregare con le immagini. Le miniature di Caterina Vigri nel suo Breviario, ibid., pp. 43-81 (in particolare p. 43); Il Breviario di Caterina Vigri (Bologna, Monastero del Corpus Domini, cappella della Santa), ibid., pp. 83-141; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 386-387; Rosanna Miriello, I manoscritti del monastero del Paradiso di Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2007 (Biblioteche e Archivi, 16), pp. 18-19.

Checca (Francesca)

Religiosa

1468-1468

Firenze

Breve biografia
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“Serva fidelis” del Convento di Ripoli, colophon del 1468 della Vita
di Santa Caterina

Firenze, Biblioteca Riccardiana 1291, fol. 141v

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Firenze, Biblioteca Riccardiana 1291

Vita di Santa Caterina da Siena (ff.1rA-141vB). Cart.; III, 166, III’; 1-13 (12), 14 (10) (gli ultimi due fascicoli sono stati rigati, ma non utilizzati); 292x213 = 33 [192] 67 x 25 [64 (15) 64] 45; rr. 36/ ll. 35; richiami decorati al centro dell’ultimo foglio sul verso; rigatura a colore. Iniziali maggiori e minori rosse e blu alternate e filigranate; rubriche in rosso; tocchi di giallo alle maiuscole. Legatura in pelle del s. XVIII. Al f. 141v: Gloria laus et honor tibi Christe, simulque Senensi virginis Caterine benedicite. Qui scripsit scribat, semper cum Domino vivat, /vivat in celis soror Checha fidelis. Factum est anno Domini M° CCCC°LXVIII° die XXVI mensis aprilis. Sul f. IIIv è stato incollato un frammento membranaceo della guardia originale su cui la copista ha scritto: Iste liber est monialium monasterii Sancti Iacobi de Ripolis de Florentia. Sul f. I’r si trova un frammento analogo della stessa mano: Questo libro è delle monache del munistero di (Sancto) Iacopo di Ripoli in Firençe. E chi l’accacta abbi carità di presto renderlo e sença nessuna lesione. La scrittura è una textualis di piccolo modulo con forme piuttosto arrotondate che sembra risentire dell’influenza dell’umanistica. Le curve contrapposte non sempre si fondono, la “r” è regolarmente a forma di 2, la “d” è costantemente tonda.

Bibliografia

Inventario e stima della libreria Riccardi: Manoscritti ed edizioni del s. XV, Firenze, s. e., 1810, p. 30; Luigi Rigoli, Illustrazioni di vari codici Riccardiani (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 3582), pp. 976-977; I manoscritti della R. Biblioteca Riccardiana di Firenze. I. Manoscritti italiani, a cura di Salomone Morpurgo, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1900 (Indici e cataloghi, 15), p. 354; I manoscritti datati della Biblioteca Riccardiana di Firenze, II, a cura di Teresa De Robertis e Rosanna Miriello, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 1999 (Manoscritti datati d’Italia, 3), p. 30 nr. 52, tav. LXIX (f. 141v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi Annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2006), pp. 219-232: 228-229.

Cleofe

Religiosa

1476-1525

Firenze

Breve biografia
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Al secolo Ginevra di Lorenzo Lenzi, del monastero del Paradiso di Firenze, morta nel 1546.

Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. Soppr. E. I. 1323, c. 168v.

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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. Soppr. B.IV.1503

Gregorio Magno, Dialoghi, volgarizzamento di Domenico Cavalca (prologo al f. 1rA-vB, testo ai ff. 1vB-117rA); Epistola al conte Giovanni Pico della Mirandola in morte del cardinale di S. Marco, inc. Signore Conte, quando me invitatis che vi narri il transito (ff. 117vA-119vB [al f. 119vB, al termine del testo, la copista annota: Morì, ançi si riposò nel Signore, el soprascripto cardinale nel mille quattrocento novantuno, et a dì due março in sull'ora della nona, a hore diciotto]; Vita di s. Febronia, in volgare (ff. 119vB-129vB) [il testo coincide con quello contenuto nei ff. 1r-15v del Riccardiano 1788, individuato da Paolo Chiesa, Le versioni latine della "Passio sanctae Febroniae". Storia, metodo, modelli di due traduzioni agiografiche altomedievali, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1990 (Biblioteca di Medioevo latino, 2), p. 97 come il volgarizzamento della 'redazione IV' della traduzione latina settentrionale]; Giovanni Mosco, Prato spirituale, estratto (ff. 130rA-132vB). Cart.; III [il f. I è membr., recuperato da un messale del sec. XII; i ff. II e III sono già rigati; al f. IIIr è trascritta dalla stessa mano del testo una breve storia della papessa Giovanna estratta dal "Chronicon pontificum et imperatorum" di Martin Polono], 132; 1-12 (10) (1-120), 13 (12) (121-132); richiami; in folio; 281x212=34[185]62x24[64(13)66]45; rr. 33 / ll. 32; rigatura a colore. Al f. 1rA iniziale filigranata in verde e viola; iniziali maggiori e minori; rubriche e segni di paragrafo in rosso. Legatura originale in cuoio rosso impresso con ferri a secco, dorso restaurato. Al f. 117rB, dopo una breve notizia del pontificato e delle opere di Gregorio Magno, la copista si sottoscrive: Lui si degni intercedere per me peccatrice suora Cleophe. A llaude (et) onore del quale ò scripto questo divino libro del Dialogo. Amen. La scrittura è di base "textualis", piuttosto semplificata. Qualche vezzo si nota nelle maiuscole e nei tratti prolungati sui margini (anche laterali). Il manoscritto è appartenuto al monastero di S. Brigida, detto del Paradiso, dopo la cui soppressione (1776) passò al Conservatorio dei Poveri di S. Giovanni Battista dell'Ospedale di Bonifazio Lupi e quindi, nel 1780, al convento della SS. Annunziata. Si trova nella sede attuale a partire dalla soppressione del 1808.

Bibliografia

Pellegrino Maria Soulier, Inventarium codicum manuscriptorum monasterii SS. Annuntiatae de Florentia, "Monumenta ordinis Servorum sanctae Mariae", 6 (1903-1904), pp. 158-189: 169; Georg Dufner, Die Dialoge Gregors des Grossen im Wandel der Zeiten und Sprachen, Padova, Antenore, 1968, p. 77; Simona Bianchi, [Descrizione del manoscritto], in I manoscritti datati del fondo Conventi Soppressi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Simona Bianchi et al., Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2002 (Manoscritti datati d'Italia, 5), pp. 123-124 nr. 148, tav. CLX (f. 117r); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 381 n. 8; Rosanna Miriello, I manoscritti del monastero del Paradiso di Firenze, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2007 (Biblioteche e Archivi, 16) 38 n. 183, 90 n. 3, 92-94 nr. 29, tav. 41, 189.

Contessa (Nome nel colophon: Comitisa)

1426 - 1475

Breve biografia
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Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, AF.IX.68

Bibbia in volgare, acefala e lacunosa (ff. 1r-112r). Seguono, della stessa mano del testo, note di aritmetica in volgare (ff. 112r-113v). Al f. 114r-v e al f. 114v due ulteriori mani del tardo Quattrocento hanno scritto, sempre in volgare, rispettivamente una serie di ricette e una preghiera. Cart.; ff. III, 114, III; 1-2 (7) (1-14), 3-4 (8) (15-30), 5 (7) (31-37), 6 (8) (38-45), 7 (7) (46-52), 8 (8) (53-60), 9 (7) (61-67), 10-11 (8) (68-83), 12 (7) (84-90), 13 (8) (91-98), 14 (6) (99-104), 15 (10) (105-114); mancano fogli prima del f. 1 e dopo i ff. 12, 32, 46, 61, 83; richiami; in quarto; 240x165=45[117]78x24[77]64; rr. 26-27 / ll. 26 (il testo può iniziare sopra o sotto la prima riga); rigatura mista a colore (apparentemente a piombo le righe di giustificazione, a inchiostro le rettrici); iniziali rosse filigranate, titoli in rosso; legatura moderna (s. XVIII) in carta marmorizzata e dorso in cuoio (restauro recente eseguito da Pietro Brena, Bergamo). Al f. IIIr segnatura a penna X.2, apposta nel monastero di Santa Maria di Praglia (da dove il codice pervenne in Braidense, con altri manoscritti, nell'agosto 1810). Sullo stesso foglio la cifra 73, a matita. Al f. 1r, sul margine superiore, a penna, 79; su quello inferiore, sempre a penna, C.n°.79, segnatura depennata e sostituita più in basso da A.A.n°2. Al f. 112r: Hunc Comitisa [corretto nell'interlinea in Comitissa] virens annis teneraque iuventa / transcripsit librum matre favente Dei. / Vivida quam virtus radiat celeris que [corretto in celebrisque] propago / exornatque decor atque pudicitia. La scrittura del codice è di base una textualis, di piccolo modulo e ricca di irregolarità, tanto da dare qua e là l'impressione di un cambiamento di mano (si vedano, ad esempio, i ff. 71v ll. 4-16 e 89r ll. 8-26): si tratta probabilmente dell'uso di un'altra penna o di una sua diversa temperatura. Fra le caratteristiche morfologiche si distinguono la d dall'asta molto inclinata, la frequente forma a 2 della r in posizione non canonica e il lungo e ondulato trattino abbreviativo.

Bibliografia

I manoscritti datati della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, a cura di Maria Luisa Grossi Turchetti, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2004 (I manoscritti datati d'Italia, 10), p. 47 nr. 73, tav. 66 (f. 75v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 383-384 e n. 24, 393-394.

Domitilla BERNABUZI ('filia magnifici domini Francisci Bernabutii de Faventia')

Religiosa

1474-1474

Breve biografia
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Verona, Biblioteca civica 1196

Gregorio Correr, De commodis vitae regularis seu de contemptu mundi (acefalo, in volgare veneto) (ff. 1r-30v). Membr.; I, 30, I'; 1 (8) (1-8), 2 (10) (9-18), 3 (12) (19-30); un solo richiamo visibile al centro del margine inferiore del f. 18v con trattini ornamentali ai quattro lati; cartulazione moderna a matita presente ai soli ff. 10, 20, 30; lato carne iniziale dei fascicoli integri 2 e 3; 141x101=16[95]30x20[55]26; rr. 20/ll. 19; rigatura a colore; iniziale miniata con fregio fitomorfo al f. 1v; numerosi fogli mutilati sul margine laterale e inferiore; scrittura umanistica tonda molto regolare, quasi completamente priva di legamenti, con aste superiori e inferiori coronate da trattini, morfologia corretta per la tipologia grafica adottata (ad esempio la forma maiuscola della 'S' è riservata alla fine di parola), abbreviazioni piuttosto frequenti. La conclusione del testo, al f. 30v, è sottolineata dalla forma dello spazio scritto delle ll. 1-16, a triangolo con la punta in basso. Le date topica e cronica ('Florentie, die 7 martii') si riferiscono evidentemente al testo, poiché il successivo colophon riporta una data diversa. Legatura antica in assi coperte di cuoio impresso a secco, in cattivo stato di conservazione (dorso in pelle restaurato, con residui metallici di un fermaglio su entrambi i piatti). Proviene dalla collezione del p. Bartolomeo Sorio (1805-1867; Biadego, p. 360). Al f. 30v: 'Ego soror Domicilla filia magnifici domini Francisci Bernabutii de Faventia complevi hunc codicem die 21 decembris M°CCCC°74' (l'ultima cifra appare formata da un cerchio cui sono stati aggiunti, verosimilmente non di prima intenzione, un tratto breve orizzontale e uno lungo verticale).

Bibliografia

Giuseppe Biadego, Catalogo descrittivo dei manoscritti della Biblioteca comunale di Verona, Stab. tipografico G. Civelli, 1892, pp. 360-361 nr. 760; Barbara Deimichei, I manoscritti datati della Biblioteca civica di Verona (tesi di laurea: Università di Trento, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Lettere moderne, relatrice Donatella Frioli, anno accademico 2001/2002), pp. 276-277 nr. 18, tav. XXXII (f. 30v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 383 e n. 20, 399-400.

Eulalia BUONDELMONTI

Badessa del Monasterod el Paradiso di Firenze

1465

Firenze

Breve biografia
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Stando al Registro del Monastero, Eulalia prese il velo, insieme alla sorella Agnese, nel 1426 (evidentemente ancora adolescente) e venne elevata al rango di badessa nel 1458.

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Archivio Niccolini, Camugliano, missiva inviata a Mariotto Benvenuti, 1465

Nos frater Stefanus ex nunc indignus generalis confessor et soror Eulalia Abbatissa Monasterii paradisus appellati prope florentiam ordinis Sancti Augustini Sancti Salvatoris nuncupati quem Sancte Brigide vulgus ascribit ceterique fratres et sorores eiusdem Monasterii sub diversis clausuriis domino famulantes Marioto de Benvenutis ac benefactori nostro singularissimo Salutem in domino et orationum sufragiis salutare. Meretur vestre devotionis affectus ac pie intentionis fervor quem erga ordinem nostrum precipue ad nostrum Monasterium de paradiso vos habere cognovimus ut inter singulares nostre religionis devotus vos ascribamus. Propterea ex nunc omnium missarum horarum psalmorum aliarumque orationum vigiliarum ieiuniorum abstinentiarum elemosinarum disciplinarum ceterorumque exercitiorum spiritualium que auctore deo in hac nostra fiunt congregatione et fient in posterum participem vos esse volumus in vita pariter et in morte.
In quibus quoque beneficiis volumus habere Lixiam venerabilem genitricem vestram et Brigidam coniugem vestram nec non Laurentium natum vestrum plenam participationem.
Addentes de gratia spetiali que cum obitus vester quem deus felicem faciat nostro fuerit conventui nuntiatus ibidem recomendabimini.
Datum cum nostri maioris sigilli appositione Anno domini MccccLxv die ij° Iunii.

Bibliografia

C. Rossi, Note su alcune copiste e miniatrici del Monastero del Paradiso di Firenze, in TCLA, Vol. 5, Nr. 2, Special Issue 2021, Updating Herstory, pp. 17-25

Gertrude

Religiosa

1467-1468

Breve biografia
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Vaticano (Città del), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 427

Bibliografia

Giacoma (detta Comina)

Religiosa

1454-1460

Breve biografia
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Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai, MA 113

Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza (ff. 1r-49v) e Trattato dell'ubbidienza (ff. 49v-95r); Formula orationis pro novitiis incipientibus (in volgare), inc. Me pare che volendo principiare a fare bene (ff. 95v-99r); Testi devozionali, inc. Temporibus Ottaviani Cesaris, cum ex universis mundi partibus illi qui preerant provinciis scriberent senatoribus qui Rome erant novitates que occurebant per mundi climata (ff. 99v-103v). Cart.; III, 103, II'; 1-2(10) (1-20), 3-4 (12) (21-44), 5 (10) (45-55), 6-8 (12) (56-90), 9 (10) (91-100), 10 (3) (101-103); richiami, quasi sempre decorati, presenti non solo a fine fascicolo (ff. 1v, 2v, 4v, 6v, 7v, 9v, 10v, 14v, 18v, 20v, 32v, 39v, 40v, 44v, 50v, 54v, 66v, 73v, 78v, 90v, 100v, 101v); in quarto; 210x147=30[122]58x30[95]22; rr. 17 / ll. 19 (le ultime due linee sono regolarmente prive di rettrici); rigatura mista a colore (apparentemente a piombo le righe di giustificazione, a inchiostro le rettrici); iniziali semplici in rosso (talora rozzamente filigranate), rubriche, iniziali minori e maiuscole d'apparato toccate di rosso; legatura antica in cuoio impresso a secco su piatti di cartone. Al f. Ir segnatura Delta.7.45, risalente agli anni Quaranta del s. XIX (Manoscritti datati, p. 14). Al f. 95r: Deo gratias. Amen. XVIII marcii. Deo gratias. Qui scripsit scribat, semper cum Domino vivat. Vivat in celis semper cum Domino felix. Ego Comina (il nome, eraso, è stato sostituito da altra mano coeva con l'espressione 'domina Iacoma') scripsi istum libellum cum sua (parola erasa e sostituita con 'mea' dalla mano che aveva apportato la precedente correzione) propria manu. MCCCCLII. E ve pregi per carità che voliati pregare Dio per mi. Finito libro referamus gratia Christo. Comina scrive una minuscola di base 'textualis', di modulo medio-piccolo, che osserva con modesta regolarità la fusione delle curve, utilizza la forma diritta e a 2 della 'r' in modo sostazialmente indifferente, preferisce quasi esclusivamente la posizione obliqua dell'asta della 'd'. La 'z' a 3 e la 'g' dall'occhiello inferiore aperto, grande e spostato a sinistra rispetto al superiore, costituiscono le caratteristiche morfologiche più evidenti di una mano piuttosto irregolare, anche in conseguenza della variabile temperatura dello strumento scrittorio. Una conferma dell'imperfetta educazione grafica della copista viene dalla brevità dei passi in cui prova ad osservare con maggiore diligenza le norme della 'textualis' (si noti in particolare la forma della 'a'), arrivando a dare l'impressione di un cambio di mano (ff. 42v l. 13 ne disse - 43r, 46v ll. 11 trovato - 14 provedo, 80r ll. 9-14). Le aste alte delle prime linee (talora quelle basse delle ultime) sono prolungate e decorate con grazie, anche toccate di rosso, ai ff. 2r, 2v, 3r, 3v, 4r, 5r, 5v, 6r, 7r, 7v, 8r, 8v, 10r, 11r, 12r, 13r, 16v, 22r, 28v, 55r, 59r, 64r, 82v.

Bibliografia

I manoscritti datati della Biblioteca Civica Angelo Mai e delle altre biblioteche di Bergamo, a cura di Francesco Lo Monaco, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2003 (Manoscritti datati d'Italia, 6), p. 32 nr. 12, tav. XLV (f. 95r); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), 379-400: 383 n. 26, 386.

Giovanna

Laica

1426-1475

Breve biografia
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Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, Vittorio Emanuele 1335

Giovanni Dominici, Libro d'amore di carità (ff. 1rA-108vA). Cart.; I, 108, I' (il f. I' è numerato 109; guardie e controguardie membranacee provenienti da un codice a due colonne in tarda carolina); 1-10 (10) (1-100), 11 (8) (101-108), rinforzi membranacei al centro e all'esterno dei fascicoli con tracce di scrittura di modulo minuto; richiami; in quarto; 287x202=27[196]64x22[67(14)65]34; rr. 43 / ll. 43; rigatura a secco; integrazioni e correzioni marginali coeve in sottile grafia umanistica; iniziale grande miniata (con oro) con fregio fitomorfo al f. 1rA; iniziali medie rosse e azzurre; iniziali piccole ritoccate di rosso; titoli e colophon in rosso; legatura antica in cuoio su assi con impressioni a secco e residui di quattro fermagli; stemma della famiglia Martinozzi sul margine inferiore del f. 1r; su guardia e controguardia posteriori prove di penna di mani di epoche diverse; sulla controguardia anteriore indicazione del contenuto (probabilmente s. XVIII) e nota di provenienza "Della eredità Martinozzi" (apposta verosimilmente nel s. XIX, dopo il passaggio del codice alla famiglia Montevecchio che lo vendette nel 1968 alla Biblioteca Nazionale di Roma). Al f. 108vA: Finito el mio libro chiamato amor de [seguono forse due lettere espunte] carità. Scricto per man de me Giovanna de Piero di Martinoççi. Giovanna, moglie di Piero Martinozzi di Fano (Miglio, A mulieribus conscriptos arbitror 255 n. 67), scrive una semigotica piuttosto contrastata e irregolare, probabilmente dovuta a un uso non professionale dello strumento scrittorio (si veda ad esempio il diverso peso dei tratti nelle due colonne del f. 77v, che si potrebbe spiegare con il cambio o l'accentuata temperatura della penna a partire dalla col. B). La regolarità delle caratteristiche morfologiche (tra le quali si segnalano la 'd' tonda e l'ampio semicerchio inferiore della 'g') conferma l'unicità della mano.

Bibliografia

Viviana Jemolo, Catalogo dei manoscritti in scrittura latina datati o databili per indicazione di anno, di luogo o di copista. I. Biblioteca Nazionale di Roma, Torino, Bottega d'Erasmo, 1971, pp. 12, 136-137 nr. 126, tav. CXCI; Paul Oskar Kristeller, Iter Italicum. Accedunt alia itinera. A Finding List of Uncatalogued or Incompletely Catalogued Humanistic Manuscripts of the Renaissance in Italian and Other Libraries. VI. (Italy III and alia itinera IV). Supplement to Italy (G-V), Supplement to Vatican and Austria to Spain, London-Leiden, Warburg Institute - Brill, 1992, p. 181; Livia Martinoli Santini, [Descrizione del ms.], in Trent'anni di acquisizioni. Catalogo della mostra (Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 16 dicembre 1992 - 30 gennaio 1993), Gaeta, Gaetagrafiche, 1992, pp. 41-43 nr. 29; Daniela Bruni, Codici in famiglia: Giovanna Martinozzi, tesi del corso di diploma per bibliotecari, Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell'Università di Roma "La Sapienza", anno accademico 1993/1994, relatrice Luisa Miglio, passim (in particolare pp. 41-45, figg. 1, 3, 9-10, 12, 15); Luisa Miglio, "A mulieribus conscriptos arbitror": donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del "Centro per il collegamento studi medievali e umanistici in Umbria", 14), pp. 235-266: 255-258, tav. 2 b (f. 108v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo". 4 (2006), pp. 379-400: 397-398.

Giovanna

Laica

1426-1475

Breve biografia
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Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, Vittorio Emanuele 1416

Libro delle sante vergini (ff. 1r-225v). Cart.; II, 227, II' (il primo foglio è numerato I); tracce di cartulazione antica, probabilmente coeva, da cui si deduce la caduta di numerosi fogli; 1 (19) (I-18), 2-3 (14) (19-46), 4 (16) (47-62), 5 (18) (63-80), 6 (22) (81-102), 7 (18) (103-120), 8 (22) (121-142), 9 (18) (143-160), 10-11 (20) (161-200), 12 (18) (201-218), 13 (8) (219-226) [la composizione attuale dei fascicoli, dovuta al restauro, è diversa in molti casi da quella originale]; richiami; in quarto; 205x138; 11[157]37x14[108]16 (f. 25r); rr. 26 / ll. 26; rigatura mista a secco e a colore; iniziali maggiori filigranate in rosso, verde e bruno; iniziali medie rosse (spesso visibile la letterina di guida), iniziali piccole ritoccate di rosso e giallo, titoli e colophon in rosso; legatura di restauro (sulla controguardia posteriore timbro del laboratorio di Giuseppe Lelli, 2 agosto 1973) con applicazione sul dorso di tasselli della precedente; stemma della famiglia Martinozzi sul margine inferiore del f. 2r; sigla "PDMV" (verosimilmente Pompeo di Montevecchio, 1776-1830) sul margine superiore del f. 1r; sulla controguardia anteriore incollato un cartellino cartaceo con l'indicazione del contenuto e l'antica segnatura "XII" (probabilmente s. XVIII); venduto dalla famiglia Montevecchio alla Biblioteca Nazionale di Roma nel 1970. Al f. 223v: Finito el mio libro delle sancte vergene. Scricto per mano de me Giovanna de Piero di Martinoççi. Giovanna, moglie di Piero Martinozzi di Fano, (Miglio, A mulieribus conscriptos arbitror 255 n. 67), scrive una semigotica assai contrastata e irregolare, con bruschi cambi di modulo fra un foglio e l'altro (si vedano ad esempio i ff. 62v/63r), ma anche all'interno della stessa linea (f. 111r l. 11 fra "colui" e "così"). Oltre alla mano principale se ne distinguono altre tre, una di tipo umanistico (ff. 54v l. 20 [stu]pefacti - fine, 56r l. 11 la quale - 57v, 59r l. 17 a tucta - fine), le altre due in 'textualis' più o meno formalizzata (rispettivamente ff. 212v-215v l. 12 e 215v l. 13 - 218v).

Bibliografia

Paul Oskar Kristeller, Iter Italicum. Accedunt alia itinera. A Finding List of Uncatalogued or Incompletely Catalogued Humanistic Manuscripts of the Renaissance in Italian and Other Libraries. VI. (Italy III and alia itinera IV). Supplement to Italy (G-V), Supplement to Vatican and Austria to Spain, London-Leiden, Warburg Institute - Brill, 1992, p. 180; Daniela Bruni, Codici in famiglia: Giovanni Martinozzi, tesi del corso di diploma per bibliotecari, Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell'Università di Roma "La Sapienza", anno accademico 1993/1994, relatrice Luisa Miglio, passim (in particolare pp. 55-70, figg. 2, 4, 18); Luisa Miglio, "A mulieribus conscriptos arbitror": donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del "Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria", 14), pp. 235-266: 255-258, tav. 2 c (f. 223v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 398-399.

Illuminata BEMBO

Religiosa

1469-1493

Bologna

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Bologna, Monastero del Corpus Domini, s. s. (2)

Illuminata Bembo, Specchio di illuminazione, pp. 1-94; Poesie in volgare in lode di Caterina Vigri, edite a Bologna nel 1475, pp. 94-96; Piero degli Azzoguidi, Lauda in onore di Caterina Vigri, pp. 97-101; Girolamo Savonarola, Poesia in volgare in onore di Caterina Vigri, pp. 101-103; Caterina Vigri, Laude in onore di s. Chiara, pp. 103-104, sulla natività di Cristo, pp. 104 e 104-105, sulla resurrezione di Cristo, pp. 105-106, alla Vergine, pp. 106-107; Girolamo Savonarola, Salve regina, virgo gloriosa (poesia in volgare, p. 108). Membr. (cart. le guardie non numerate); II, 54, II' (pp. 108, numerazione in cifre arabiche del s. XVII); 1 (12) (1-24), 2-4 (10) (25-84), 5 (12) (85-108); richiami; 155x110; ll. 31 variabili; rigatura a colore; titoli in rosso, molte maiuscole profilate in giallo; legatura in cuoio su assi di legno con due fermagli metallici. Al f. Iv ex libris del monastero del Corpus Domini, attestante l'autografia di Illuminata Bembo, di mano della badessa Laura Beccadelli (che appare in questa veste nel 1586 e dichiara di avere 65 anni nel 1587, cfr. Il processo di canonizzazione di Caterina Vigri [1586-1712]. Edizione critica a cura di Serena Spanò Martinelli, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2003 [Caterina Vigri. La santa e la città, 4], pp. 7, 47). Al f. IIv è annotato il divieto di far uscire il codice dal monastero. Alla p. 108 la data del 26 maggio 1600, seguita da una firma. Al f. I'r una mano del s. XVII attribuisce la produzione del volume a Illuminata Bembo, di cui ricorda la data di professione (1430) e di morte (1493). Alla p. 94: Finis. Deo gratias. Amen. Anno Domini 1469. Alla p. 107: Qui scripsit scribat, semper semper [sic] cum Domino vivat, vivat in celis semper cum Domino felix. Servorum Dei humilis soror Illuminata peccatrix. Alla p. 108: Ego soror Illuminata de Bembis de Venetia, serva Dei indigna, composui hunc librum pro veritate pura et pro veneranda beata Katerina matre nostra et pro contemplatione mea. Laus Deo. Illuminata scrive tutto il codice in una regolare "textualis", che diviene più minuta e corsiva in occasione di correzioni e integrazioni.

Bibliografia

Illuminata Bembo, Specchio di illuminazione. Edizione critica a cura di Silvia Mostaccio, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2001 (Caterina Vigri. La santa e la città, 3), pp. LXII-LXIV; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 387-388.

Ippolita

Laica

1458-1458

Breve biografia
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London, British Library, Add. 21984

Cicerone, De senectute (ff. 3r-71v); Excerpta di carattere prevalentemente filosofico da diversi autori (ff. 2r, 73v-74r). Cart.; ff. IV, 78 [una cartulazione moderna a penna da 3 a 78 (che tralascia un foglio fra 3 e 4 e un altro fra 33 e 34) è stata sostituita da una più recente a matita da 1 a 74 (che non è stata apposta sui quattro fogli bianchi successivi al f. 72). I riferimenti nella fascicolazione sono quindi alla numerazione a matita fino a 34, all'unica presente (quella a penna) da 35 a 72, ancora a quella a penna da 73 a 78], IV'; 1 (2) (1-2), 2-10 (8)(3-74), 11 (4)(75-78); richiami verticali; in octavo; 143x98 = 22[70]51x15[53]30; rr. 14 / ll. 13; rigatura mista a colore [le righe di giustificazione sono tracciate a piombo, le rettrici a inchiostro]; frequenti note marginali di mano della copista e maniculae; pagina iniziale (f. 3r) illustrata con cornice floreale policroma e oro, uno stemma rappesentante un albero carico di frutti e i piatti di una bilancia, il monogramma "IHS", le iniziali "HIP. MA." e il cartiglio in lettere capitali "Iustus ut palma florebit, sicut cedrus Libani multiplicabitur" [lo stemma rappresenta un albero su un monte, apparentemente diviso in due parti (forse un cedro e una palma) da cui pendono i piatti di una bilancia. Le iniziali "HIP" e "MA", sormontate dai rispettivi segni abbreviativi, sono in oro. Il cartiglio è intrecciato a una corona di alloro]; iniziali minori alternate in oro e azzurro; titolo e nomi dei personaggi in rosso; legatura del British Museum (sec. XIX) in pelle con impressioni in oro; taglio dorato. Il codice, sottratto nel 1849 alla Biblioteca Sessoriana di S. Croce in Gerusalemme a Roma (segnatura del sec. XIX [CXXXII] al f. 1v [verosimilmente in Sessoriana fu scritta la nota al f. 1r: M. T. Ciceronis Cato Major de Senectute ad Atticum. Questo Cicerone ms. de Senectute è un codice singolarissimo e di gran prezzo, perché scritto di pugno d'Ippolita Maria figlia di Francesco Sforza Duca di Milano, quale Ippolita Maria fu regina di Napoli. Vedi il Morigi o degli Uomini illustri di Milano, ove parla di questa regina e fa mensione di aver veduto questo istesso codice. Al f. 2r due numeri che potrebbero corrispondere a precedenti segnature: "15" e "236"]), fu venduto al British Museum da John Thomas Payne e Henry Foss il 30 aprile 1857 [una nota al f. IVr specifica che il codice era il lotto 94 della vendita effettuata quel giorno]). Al f. 71r-v: Ego Hippolyta Maria Vicecomes filia illustrissimi principis Francisci Sforciae ducis Mediolani exscripsi mea manu hunc libellum sub tempus pueritiae meae et sub Baldo praeceptore anno a natali christiano MCCCLVIII octavo idus iulias (la prima "s" di "exscripsi" e la "h" di "hunc" aggiunte in interlinea verosimilmente dalla stessa copista, che ha anche separato con due tratti verticali "a" da "natali", corretto in "o" (probabilmente da "u") la lettera finale di "octavo" e in "a" (probabilmente da "i") la penultima lettera di "iulias". Si noti che il nome "Hippolytamaria" è scritto senza soluzione di continuità]. Scrittura umanistica non professionale, con diverse irregolarità nella morfologia e nel modulo (per quest'ultimo si veda ad esempio il f. 19v). La pagina iniziale, riccamente decorata, potrebbe far pensare a una mano diversa, ma un confronto con diversi punti del codice e con le note consiglia di attribuire l'intero esemplare alla mano di Ippolita. Tra le particolarità morfologiche si segnalano alcune "r" a "2", "d" tonde ed "S" maiuscole finali di ascendenza gotica. Sono molto frequenti le "i" tagliate come riempitivo di fine linea.

Bibliografia

Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d'Aragona, I, Milano, Hoepli, 1952,p. 107 n. 19; Elisabeth Pellegrin, La bibliothèque des Visconti et des Sforza ducs de Milan, au XVe siècle, Paris, CNRS, 1955 (Publications de l'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes, 5), p. 364; Supplément, Florence-Paris, Olschki-de Nobele, 1969,p. 47, tav. 151 b (f. 3r); Bénédictins du Bouveret, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle. II. Colophons signés E-H (3562-7391), Fribourg, Editions universitaires, 1967, p. 460 nr. 7237; Andrew G. Watson, Dated and Datable Manuscripts (c. 700-1600) in the Department of Manuscripts, The British Library, London, The British Library, 1979, I, p. 61 nr. 255; II, tav. 576 (f. 15r); Viviana Jemolo -Marco Palma, Sessoriani dispersi. Contributo all'identificazione di codici provenienti dalla biblioteca romana di S. Croce in Gerusalemme, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1984 (Sussidi eruditi, 39), pp. 15 n. 29, 23 nr. 19; Luisa Miglio - Marco Palma, Donne e cultura scritta nel medioevo: http://www.tramedivita.it/donne/, in Segni per Armando Petrucci, a cura di Luisa Miglio e Paola Supino, Roma, Bagatto Libri, 2002, pp. 197-215: 206-207; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 385 n. 31.

Lana

 

1476-1500

Breve biografia
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Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, Varia 24 (574)

Bibliografia

Laura (dei/de') BOSSI

Religiosa (agostiniana)

1451-1475

Breve biografia
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Bossi Laura (sec. XV) Cremonese. - Secondo lo Zani; dei Bossi di Castelleone, secondo il Gianelli monaca nel convento di S. Maria di Giosafat, detto il Nuovo, in Pavia, "della quale città ella riputavasi, firmandosi papiensis. Pittrice di una Annunziata, fu sopratutto scrittrice e miniatrice eccellente". Si conoscono di lei due codici. Uno, conservato dall'archivio capitolare di Fiorenzuola d'Arda, del 1485 scriptus, notatus, et miniatus per me ... Contiene (inedita) la leggenda di S. Fiorenzo di Jacopo da Varagine.

Codice in fogli grandi di 53 carte, che nel secolo XVII fu privato delle sue miniature. Un altro del 1488, che era prima alla biblioteca Agostiniana di Cremona, poi (dopo la soppressione) passò a quella dei Gesuiti, ed ora è alla Comunale, segnato 56-813-1917. Contiene il commento di Giovanni Andrea, dottore bolognese, super VI libros decretalium. E' ammirabile per la nitidezza e regolarità somma dei caratteri e lo splendore delle miniature. In calce ha una leggenda che inizia e finisce con queste parole: Explicit ... scriptus per me sororem Lauream de Bossis.

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Cremona, Biblioteca Statale, Gov. 197

Giovanni d'Andrea, Glossa in sextum librum Decretalium (ff. 4vA-143rB); Aparatus super arbore consanguinitatis et affinitatis (ff. 143vA-145vB). Membr.; I, 146, I'; 1 (4) (1-4), 2-17 (8) (5-132), 18 (10) (133-142), 19 (4) (143-146); segnatura a registro; tracce di numerazioni coeve sul recto e sul verso dei fogli; inizio fascicolo sul lato carne; 413x285=35[307]71x30[90(16)90]59; rr. 73 / ll. 72 variabili; glossa inquadrante; rigatura a colore; ai ff. 4v e 5r, nella metà superiore, scene dell'Annunciazione e dell'offerta del libro a Bonifacio VIII, e cornice foliata; iniziali miniate con oro, iniziali filigranate e segni di paragrafo in rosso e azzurro; stemma nel margine inferiore del f. 5r con un riccio sormontato dal cartiglio "Sors aspera monstrat amicum" e le iniziali "RAFA" (dall'alto in senso orario); ai ff. 12v-13r, all'interno di una decorazione di penna in stile geometrico il nome "Antonius" seguito da una "d" ("depinxit"?), di mano della copista; lo stesso nome accompagna un ritratto maschile nell'iniziale del capitolo "De procuratoribus" al f. 57rA: secondo Carlino-Dotti 1992 si tratterebbe del nome del miniatore, databile agli anni '60 del sec. XV. La scrittura euna "textualis rotunda" estremamente rispettosa del canone, talora organizzata in forme geometriche, apparentemente più antica di quanto fa supporre la decorazione. Legatura moderna in cuoio; sulla controguardia anteriore ex-libris del convento di S. Agostino a Cremona e cartellino con il contenuto del codice e il nome della copista. Al f. 145vB: Explicit apparatus super arbore consanguinitatis et affinitatis compilatus a domino Iohanne Andrea decretorum doctore et scriptum per me sororem Lauream de Bossis. Segue di mano italica la nota di acquisto: Istud opus Sexti est Raymundi optabile Thomae. / Nam prece cum pretio docta Papia dedit. / MCCCCLXXXVIII XVIIII iulii. Seguono, in "textualis" di altra mano rispetto a quella del testo, i distici: Cui te traddidero (sic) laetus liber ibis amico. / Fac redeas citius si tuus alget amor. / Te colit ut dominus, dominum sic dilige Thomam. / Amissum precio, gaude, redemit opus. / Te venaliciae mendax librarius hastae / supposuit precium maius habere volens. / Non auri quodcunque caput, non signa coturni, / non umbelicus vendere te potuit.

Bibliografia

Pietro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti, I, 4, Parma, Tipografia Ducale, 1820, p. 225; Francesco Novati, Scrittori e possessori di codici, "Il bibliofilo", 3 (1882), pp. 38-41: 40 e n. 2; John W. Bradley, A Dictionary of Minaturists, Illuminators, Calligraphers, and Copyists, with Reference to Their Works, and Notices of Their Patrons, from the Establishment of Christianity to the Eighteenth Century, I, London, Quaritch, 1887, p. 156; Giulio Natali, Artiste pavesi, "Rassegna d'arte", 10 (1910), p. 22; Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Ludovico il Moro. III. Gli artisti lombardi, Milano, Hoepli, 1917, p. 193 n. 1; Virginia Carini Dainotti, Cremona. Biblioteca Governativa, in Inventari dei manoscritti delle biblioteche d'Italia, LXX, Firenze, Olschki, 1939, pp. V-XXIII, 1-148: XXIII, 140-142; Paolo D'Ancona - Ehrard Aeschlimann, Dictionnaire des miniaturistes du Moyen Age et de la Renaissance dans les différentes contrées d'Europe, Milan, Hoepli, 1948 (2. ed.); Giovanni Muzzioli, Catalogo della Mostra storica nazionale della miniatura, Firenze, Sansoni, 1954 (2. ed.), p. 190 nr. 283; Bénédictins du Bouveret, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle. IV. Colophons signés L-O (12131-14888), Fribourg, Editions universitaires, 1976 (Spicilegii Friburgensis subsidia, 5), p. 15 nr. 12333; Goffredo Dotti, Manoscritti dei secoli XII-XV e incunaboli della biblioteca del convento di S. Agostino di Cremona. Mostra bibliografica in occasione del Convegno di studi su Bartolomeo Sacchi detto il Platina (1412-1481). Cremona, 14-15 novembre 1981, Cremona, Biblioteca Statale e Libreria Civica di Cremona, 1981 (Mostre, 11), pp. 9, 41-42 nr. 46; Goffredo Dotti, I codici agostiniani della Biblioteca Statale di Cremona [IV], "Augustiniana", 33 (1983), pp. 246-282: 270-271; Elda Fezzi, La città illustrata: immagini e parole, in Cremona: lo stile di una città, Milano, ALMA, 1985, pp. 6-111: 51 (ff. 4v-5r); Laura Carlino - Goffredo Dotti, Codici miniati della Biblioteca Statale di Cremona, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1992 (Biblioteca Statale di Cremona. Fonti e sussidi, 4), pp. XV-XVI, 98-105; Laura Carlino, Il calamo e la figura. Il "bel libro" medievale. Mostra bibliografica (29 aprile - 18 giugno 1994), Cremona, Biblioteca Statale di Cremona, 1994 (Mostre, 16), pp. 67-70 nr. 24; Luisa Miglio, "A mulieribus conscriptos arbitror": donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del "Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria", 14), pp. 235-266: 261, tav. 3 b (f. 145v); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 385 n. 31, 390-391.

Lena

Religiosa

1500-1500

Venezia

Breve biografia
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Lawrence (Kansas), University of Kansas, K. Spencer Library, C 66

Bibliografia

Lippa

Religiosa

1451-1500

Breve biografia
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- Secondo lo Zani; dei Bossi di Castelleone, secondo il Gianelli. Monaca nel convento di S. Maria di Giosafat, detto il Nuovo, in Pavia; della quale città ella riputavasi, firmandosi papiensis. Pittrice di una Annunziata, fu sopratutto scrittrice e miniatrice eccellente. Si conoscono di lei due codici. Uno, conservato dall'archivio capitolare di Fiorenzuola d'Arda, del 1485 scriptus, notatus, et miniatus per me ... Contiene (inedita) la leggenda di S. Fiorenzo di Jacopo da Varagine.

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Vaticano (Città del), Biblioteca Apostolica Vaticana, Ross. 280

Bibliografia

Luchina

Religiosa

Pavia

Breve biografia
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Pavia, Biblioteca Universitaria, Aldini 353

Guida alla confessione (in volgare) (ff. 1r-79r). Cart.; I, 78 (79), I' (la numerazione passa da 77 a 79); 1-9 (8) (1-72), 10 (6) (73-79); numerazione dei fascicoli in lettere minuscole, visibile nel margine inferiore interno dei ff. 16/17 (lettere 'b'/'c') e 24/25 (lettere 'c'/'d'); in octavo; 148x93=9[114]25x15[73]5 (il margine esterno è stato pesantemente rifilato); rr. 18/ll. 17; rigatura mista a colore (righe di giustificazione a piombo, rettrici a inchiostro); iniziali semplici, titoli e colophon in rosso; legatura di restauro in cuoio del s. XX (Giuseppe Ferrari, Modena). Al f. 79r: 'Laus Deo. Omnipotenti et santissime matri eius Virgini Marie soror Luchina fecit hoc hopus'. Segue una nota di possesso ripassata in inchiostro nero, su rasura, in cui oltre 'Est' all'inizio e 'de Florentia' alla fine, si potrebbero forse distinguere le parole 'dominus do. Donati'. La mano di suor Luchina è una tarda 'textualis' dai tratti pesanti e dalle lettere ben distinte, spesso chiaramente separate. I ff. 1r-3r sono scritti da un'altra mano in una grafia più moderna, di impronta umanistica, che si tenderebbe a collocare nel primo quarto del s. XVI.

Bibliografia

Luigi de Marchi - Giovanni Bertolani, Inventario dei manoscritti della R. Biblioteca Universitaria di Pavia, I, Milano, Hoepli, 1894, p. 194; Bénédictins du Bouveret, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle. IV. Colophons signés L-O (12131-14888), Fribourg, Editions universitaires, 1976 (Spicilegii Friburgensis subsidia, 5), p. 69 nr. 12659; Franca Buselli, I manoscritti datati della Biblioteca Universitaria di Pavia, Fondo Aldini: catalogo (sec. XV) (tesi di laurea: Università di Pavia, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatrice Maria Antonietta Casagrande, anno accademico 1989/1990), p. 265; Luisa Miglio, 'A mulieribus conscriptos arbitror': donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni dei copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del 'Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria', 14), pp. 235-266: 263, tav. 5 a (f. 79r); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 396.

Margherita

Laica

1484-1489

Firenze

Breve biografia
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Margherita di Tommaso Soderini.

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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXXV, 98

Zibaldone contenente appunti raccolti da Margherita di Tommaso Soderini sulle prediche tenute dall'agostiniano Mariano da Genazzano. Cart.; ff. I, 144, I' (guardie numerate 1 e 145; non numerato un foglio tra 5 e 6); 1-9 (16) (2-144); in octavo; 164x115 (il manoscritto non è rigato; lo specchio di scrittura è estremamente variabile, così come il numero delle linee; numerosi fogli bianchi). Decorazione assente. Legatura moderna in pergamena. Segnature: 1056 (Gaddi: sul dorso, sul piatto anteriore, sulla guardia anteriore con 'G' premessa, al f. 2r), 98 (Magliabechi: sul dorso 'II 98', 'D 98' sulla guardia anteriore). Sul contropiatto anteriore ex libris 'Francisci Caesaris Augusti munificentia' (Francesco Stefano I di Lorena, granduca di Toscana dal 1737 al 1765, imperatore dal 1745 al 1765, acquistò la libreria Gaddi nel 1755). Sul dorso indicazione del contenuto con i nomi di Margherita Soderini e di fra Mariano da Genazzano. Al f. 3v: Al nome di Dio, a dì 4 d'aprile 1484. Questo o ritrato a mia chonsolatione delle prediche di maestro Mariano romano, di quaresima, in Santa Maria del Fiore in Firenze. Se ci fusi manchamento, sarebe mio difetto: non arei tenuto bene a mente. Io Margherita figliuola di meser Tommaso Soderini o scritto questo di mia mano. Chi lo legie prieghi Idio per me. Se gli è scritto bene, è stato dono di Dio e Lui ringratio. Tutto el bene vien da Dio, tutto el male son io. Al f. 90r: Di maestro Mariano. Al nome di Dio, a dì 4 di marzo 1488 [1489 in stile comune]. S'io dicho bene, è dono di Dio, s'io dicho [le ultime due parole riscritte] male, son io che o pocha memoria. La mano di Margherita, libera da ogni preoccupazione formale, offre uno straordinario esempio di scrittura personale, estremamente corsiva, con evidenti ascendenze mercantesche (si notino in particolare i legamenti della 'd' con la vocale seguente e la morfologia divaricata della 'r').

Bibliografia

Zelina Zafarana, Per la storia religiosa di Firenze nel Quattrocento. Una raccolta privata di prediche, 'Studi medievali', s. III, 9 (1968), pp. 1017-1113: 1018-1019; Luisa Miglio, 'A mulieribus conscriptos arbitror': donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del 'Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria', 14), pp. 235-266: 251; Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate, "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 19 (2005), pp. 219-232: 226-227.

Maria

 

1474-1480

Venezia

Breve biografia
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Testo/i copiato/i o miniato/i

Oxford, Bodleian Library, Laud Misc. 485

Apocalisse con la versione e il commento, entrambi in volgare veneto, di Federico de Renoldo da Venezia O. P. (ff. 1r-360r) [l'explicit (f. 360r) attribuisce il commento a Niccolò di Lira)]; Preghiera in volgare veneto (f. 360r). Cart.; I, 369 (366) [tre fogli portano il nr. 8. Il foglio iniziale, numerato I, fa parte del primo fascicolo. Il foglio finale (366), membranaceo, pur avendo funzione di guardia, fa parte dell'ultimo fascicolo]; 1 (12) (I-9), 2 (20) (10-29), 3 (16) (30-45), 4-5 (20) (46-85), 6-7 (16) (86-117), 8-13 (20) (118-237), 14 (12) (238-249), 15 (16) (250-265), 16-19 (20) (266-345), 20 (21) (346-366); richiami; in quarto; 202x140=21[122]59x20[98]22; rr. 20 / ll. 20 variabili; rigatura a colore; iniziale grande abitata (s. Giovanni nell'atto di scrivere) e cornice floreale, entrambe con oro, al f. 1r; iniziali in blu, rosso e verde (la maggior parte abitate da figure angeliche rozzamente tracciate a penna e colorate); illustrazioni dei richiami (a partire dal f. 117v) con disegni a penna colorati in blu, rosso e verde, in maggioranza raffiguranti persone e animali; legatura del sec. XV in cuoio impresso su assi con residui di fermaglio sul taglio davanti. Al f. 366r: Laus Deo. In nel mile e quatro zento e setanta quatro (corretto in "otanta") fo (corretto, ma non annullato, in "si è") fato questo libero per man de mi Maria in laude de Dio e de la sua madre e del glorioxo apostolo evanzelista miser sam Zuane [la data originale era il 1474 e dovrebbe corrispondere al momento in cui è terminata la trascrizione. Il 1480 potrebbe essere la data in cui il codice ha ricevuto la veste attuale, ad esempio con la decorazione del f. 1r e la legatura. La modifica della data primitiva è avvenuta senza rasura: la "s" di "setanta" è stata sbaffata, la "e" trasformata con un lieve tratto curvo in "o", mentre un tratto orizzontale ha annullato il "quatro". Fra "setanta" (trasformato in "otanta" e il "quatro" annullato è stato inserito, al di sopra della prima linea, "sie", che risulta difficile intendere come "sei" (in questo caso la data finale sarebbe il 1486). Sembra da preferirsi l'espressione verbale "si è", sostitutiva del "fo" che apre la seconda linea, il quale, verosimilmente per disattenzione, non è stato annullato. In sostanza si dovrebbe essere passati da "setanta quatro / fo fato" a "otanta si è / (fo) fato"]. Sul contropiatto anteriore la precedente segnatura Laud: H 3. Acquistato dall'arcivescovo nel 1637 (ex libris con data al f. 1r), il codice fu da questi donato alla Bodleian Library nel 1639. Maria scrive una modestissima 'semigotica' che cerca comunque di adeguare agli usi librari riducendo nel commento il modulo più grande usato per il testo latino e la immediatamente successiva versione in volgare dell'Apocalisse. Eccezionale la rozza semplicità delle iniziali abitate e soprattutto quella delle figure che accompagnano i richiami. Indicativa del livello del codice è anche la composizione maggioritaria dei fascicoli (20 fogli).

Bibliografia

Otto Pächt - Jonathan J. G. Alexander, Illuminated Manuscripts in the Bodleian Library. II. Italian School, Oxford, Clarendon Press, 1970, p. 55 nr. 552; Henry O. Coxe, Bodleian Library Quarto Catalogues. II. Laudian Manuscripts, Oxford, Bodleian Library, 1973 (2nd ed., with corrections and additions, and an historical introduction by Richard H. Hunt), xxvii, xxxvii, 350; Bénédictins du Bouveret, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle. IV. Colophons signés L-O (12131-18951), Fribourg, Editions universitaires, 1976 (Spicilegii Friburgensis subsidia, 5), p. 119 nr. 13036; Andrew G. Watson, Catalogue of Dated and Datable Manuscripts (c. 435-1600) in Oxford Libraries, Oxford, Clarendon Press, 1984, I, p. 99 nr. 606; II, tav. 743 (f. 259r); Richard K. Emmerson - Suzanne Lewis, Census and Bibliography of Medieval Manuscripts Containing Apocalypse Illustrations, ca. 800-1500, III, "Traditio", 42 (1986), pp. 443-472: 451 nr. 135; Luisa Miglio, "A mulieribus conscriptos arbitror": donne e scrittura, in Scribi e colofoni: le sottoscrizioni di copisti dalle origini all'avvento della stampa. Atti del Seminario di Erice (23-28 ottobre 1993) = X Colloquio del Comité International de Paléographie Latine, a cura di Emma Condello e Giuseppe De Gregorio, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1995 (Biblioteca del "Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria, 14), pp. 235-266: 264; Lino Leonardi, Versioni e revisioni dell'Apocalisse in volgare. Obiettivi e metodi di una ricerca, in La Bibbia in italiano tra Medioevo e Rinascimento. Atti del Convegno internazionale (Firenze, Certosa del Galluzzo, 8-9 novembre 1996), a cura di Lino Leonardi, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 1998 (Millennio medievale, 10 = Agiografia e Bibbia in lingua italiana, 1), pp. 37-92: 43 n. 3; Luisa Miglio - Marco Palma, Donne e cultura scritta nel medioevo: http://www.tramedivita.it/donne/, in Segni per Armando Petrucci, a cura di Luisa Miglio e Paola Supino, Roma, Bagatto Libri, 2002, pp. 197-215: 213-214.

Maria

Religiosa

1453-1453

Breve biografia
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Wien, Österreichische Nationalbibliothek 1923

Bibliografia

Maria di Matheo cimatore

Laica

1455 (8 dicembre)

Breve biografia
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Oxford, Bodleian Library, MS. Canon. Ital. 285

Virgilio, Eneide, tradotta in prosa da Anonimo. Contiene il seguente colophon

Era ’l sicondo di vespar sonato
nel glorioso giorno che concepta
fu l’umil Vergin sancta et benedecta
per chui ’l primo peccar fu ristorato.
A octo giorni del mese ultimato
la faticata penna asciutta et necta
alquanto riposai et con herecta
mente l’ora vigesima uscì dallato.
Sonavan gli anni del nostro signore
cinque cinquanta quattrocento et mille
quando Maria di Matheo cimatore
finì copiare el testo et le postille
di questo clar poeta almo, et de core
che ’nfino al ciel mandò le sue faville.
Laus Deo sit semper benedictus.

Bibliografia

Falconer Madan, et al., A summary catalogue of western manuscripts in the Bodleian Library at Oxford which have not hitherto been catalogued in the Quarto series (7 vols. in 8 [vol. II in 2 parts], Oxford, 1895-1953; reprinted, with corrections in vols. I and VII, Munich, 1980), vol. IV, no. 20337. De Mortara, Alessandro, Catalogo Dei Manoscritti Italiani Che Sotto La Denominazione Di Codici Canoniciani Italici (Oxford, 1864), Ital. no. 285. Michael Talbot, ‘Ore italiane: The Reckoning of the Time of Day in Pre-Napoleonic Italy’, Italian Studies, 40 (1985), 51–62

Petra/Piera DE' MEDICI

Religiosa

1447-1447

Firenze

Breve biografia
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Figlia di Bivigliano de’ Medici; monaca del convento di Santa Verdiana

Firenze, Bibl. Laurenziana Conv. Sopp. Vallombrosa codex 235, fol. 143r.

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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 235

colophon del messale

Bibliografia

Raffaella (al secolo Nannina de' Bardi, per cui cfr. C. Rossi 2021)

Religiosa

1488-1496

Firenze

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Acq. e doni 85

Gregorio Magno, Regola pastorale, volg. di Giovanni Tavelli da Tossignano (ff. 1vA-72rB, prologo f. 1rA-B); Bonaventura da Bagnoregio, Breviloquio (ff. 72rB-99rA); Ps. Origene, Omelia su Maria Maddalena (ff. 99rB-108rB); Brigida di Svezia, Rivelazione (l. IV, 72; ff. 108rB-109rA); Ps. Agostino (attr. Bernardo da Chiaravalle), Sermoni nella vigilia della nascita di Cristo (ff. 109rA-110rB) e nella nascita di Cristo (ff. 110rB-111rB); Paolo, Lettera ai Romani (13, 11-14; f. 111vA-B); Massimo da Torino (attr. Agostino), Sermone nella terza domenica di Avvento (ff. 111vB-113rB); Ps. Agostino (attr. Leone Magno), Sermone nella nascita di Cristo (ff. 113rB-115rA); Sermone sull'incarnazione nella terza domenica di Avvento (attr. Ambrogio; f. 115rA-vB). Cart.; ff. II, 115, II'; ai ff. 1-71 numerazione precedente a penna nell'angolo inferiore esterno e in alcuni fogli un'ulteriore numerazione, sempre a penna, nell'angolo superiore esterno; ai ff. 72-115 la numerazione ricomincia, da 1 a 44, testimoniando la ripresa della trascrizione del fascicolo 8, di cui era stata occupata solo la prima facciata del foglio iniziale; 1-2 (10) (1-20), 3 (11) (21-31), 4-8 (10) (32-81), 9 (12) (82-93), 10 (10) (94-103), 11 (12) (104-115); richiami; in folio; 286x211=26[206]54x23[72(11)69]36; rr. 40 / ll. 39; rigatura a colore. Iniziali semplici rosse e blu alternate (ff. 1rA-72rB) o solo rosse (ff. 72rB-115rA); titoli ed explicit (f. 72rB) in rosso; segni di paragrafo in blu (ff. 1rA-71rA). Legatura moderna in cartone con dorso in cuoio. Il ms. figura nell'inventario redatto nel 1734 in occasione dell'unione patrimoniale del convento di S. Brigida con il Conservatorio dei Poveri di San Giovanni Battista dell'Ospedale di Bonifazio Lupi. Il codice fu acquistato da Gaspero Bencini il 10 settembre 1823. Sul contropiatto anteriore, a matita: Nella stanza, palchetto ultimo, a basso degli Orientali (precedente collocazione Laurenziana, s. XIX). Al f. 1rB-vA: Al nome di messer Yesu Christo [segue "ella" depennato] e della gloriosa vergine Maria madre di Dio e di messer sancto Giovanni Batista, nel dì della cui conceptione questo libro si è incominciato, addì XXIIII di settembre 1488. Al f. 72rB: Questo libro è delle monache del Paradiso, copiato da me suora Raffaella con assai mia faticha et disagii. Et è l'ottavo ch'io ò copiato, tutti a spirituale consolatione delle mie in Christo sorelle, et non credo copiarne più eccetto la Corona de' monaci, la quale ò cominciato 'n altro volume. E sse la lettera è rusticha, l'auctore e lle parole son degni. Et inperò sia riguardato. Al f. 99rA: Finito è a dì 23 di giugno 1496. Raffaella scrive nella prima parte del codice (ff. 1rA-72rA l. 25) una "textualis" semplificata, nella cui morfologia si distinguono la "d" diritta e la "g" dall'occhiello superiore sostituito da un tratto quasi orizzontale. Nella seconda parte (ff. 72rB l. 9 dal basso - 115vB), ma anche nell'integrazione costituita dall'intero f. 21, la sua grafia appare meno curata e più fedele alle sue origini gotiche (si noti ad esempio la "d" regolarmente tonda).

Bibliografia

I manoscritti datati del fondo Acquisti e doni e dei fondi minori della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, a cura di Lisa Fratini e Stefano Zamponi, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2004 (Manoscritti datati d'Italia, 12), pp. 32-33 nr. 8, tav. 84 (f. 72r); Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 380 n. 5, 391-392; Rosanna Miriello, I manoscritti del monastero del Paradiso di Firenze, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2007 (Biblioteche e Archivi, 16), pp. 15 n. 93, 37, 42, 51-53 nr. 2, tav. 2; 185. Carla Rossi, Aggiornamenti su alcune copiste e miniatrici del Monastero del Paradiso di Firenze, TCLA Special Issue 2021.

Samaritana

Religiosa

1476-1500

Vicenza

Breve biografia
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Vicenza (provincia di), Collezione privata 18

Innario (ff. 1r-45r). Membr.; I, 46, I'; 1-2 (10) (1-20), 3-4 (8) (21-36), 5 (10) (37-46); richiami decorati; inizio fascicolo lato carne (pelo nel fascicolo 4); la regola di Gregory non è rispettata nei fascicoli 1 (bifolio 2/9), 4 (bifolio 32/33) e 5 (bifolio 39/44); 341x261=29[235]77x36[180]45; cinque tetragrammi rossi con notazione quadrata seguiti ciascuno da cinque linee di scrittura; rigatura a secco, con lievissime tracce di colore, per le righe di giustificazione e le rettrici (due per linea di scrittura); due iniziali fitomorfe con oro ai ff. 2r e 17r, iniziali filigranate rosse e blu alternate, titoli in rosso. Legatura antica in cuoio impresso a secco su assi, una bindella in cuoio e residui di altre tre, una borchia centrale e cantonali. Il codice è stato acquistato da Sotheby's nel 1999. Al f. 45r: Orate pro scriptrice sorore Samaritana de Calcagninis. La copista potrebbe essere appartenuta alla famiglia Calcagnini, numerosa e potente alla corte estense fra i secoli XV e XVI (si veda, fra la vasta bibliografia, Luigi Balduzzi, I Calcagnini. Memoria genealogica, "Giornale araldico-genealogico-diplomatico", 12 [1884], pp. 1-7, 23-26, 41-60). La textualis di Samaritana, di grande modulo come previsto dalla tipologia libraria cui appartiene l'esemplare, presenta il canonico, grande contrasto fra pieni e filetti, rispettando le norme della fusione delle curve e della r a 2 dopo tratto curvo. Non manca un certo numero di d dall'asta diritta, mentre le s assumono spesso la forma sinuosa e prolungata in basso in fine di riga (ma anche all'interno: ad esempio, nos al f. 28v l. 4 e meas al f. 33v l. 4).

Bibliografia

Luisa Miglio - Marco Palma, Presenze dimenticate (II), "Segno e testo", 4 (2006), pp. 379-400: 381 e n. 7, 400; Leonardo Granata, [Descrizione del ms.], in I manoscritti medievali di Vicenza e provincia, a cura di Nicoletta Giovè Marchioli, Leonardo Granata, Martina Pantarotto, con la collaborazione di Giordana Mariani Canova e Federica Toniolo, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2007 (Biblioteche e Archivi, 17; Manoscritti medievali del Veneto, 3), 142 nr. 270, tav. 270 (f. 2r).

Sara

Religiosa

1451-1500

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Riccardiana 1381

Bibliografia

Serafina

Religiosa

1451-1500

Breve biografia
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Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palat. 75

Bibliografia

Veronica

Religiosa

1472-1472

Verona

Breve biografia
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Testo/i copiato/i o miniato/i

Genova, Biblioteca Civica "Berio", m. r. Cf. 2.16

Bibliografia