Nata nel 1314, figlia di Matteo Bianchetti e moglie di Bonsignore de' Bonsignori, celeberrimo giureconsulto, da cui ebbe 4 figli, anch'essi giureconsulti. Fu pliglotta, letterata ed esperta in scienze filosofiche, che le assicurarono un posto di privilegio alla corte dell'imperatore Carlo IV. Morì nel 1354.

La Cronaca bolognese di Bartolommeo della Pugliola, contemporaneo della Bianchetti, all'anno 1334 riporta questa notizia:

«All'entrata del mese di Novembre messer Carlo figliuolo della Maestà del Re Giovanni di Boemia, eletto imperadore venne a Padova. Di lì si partì, e venne a Mantova, che si teneva per que' da Gonzaga, e con poca gente. Quei che vennero furono quasi tutti Baroni di sue contrade. Con lui era la Reina sua donna, e figliuola della Maestà del Re di Polonia. Con lei era in compagnia una venerabile Donna bolognese, che sapeva ben parlare per lettere, e sapeva bene il Tedesco, il Boemo e l'Italiano. Aveva nome Madonna Giovanna, figliuola che fu di Matteo dei Bianchetti di strada s. Donato, ed era vedova, e fu moglie di Messer Buonsignore de' Buonsignori da Bologna Dottore di Legge».

Un solo sonetto della poetessa bolognese è giunto sino a noi, edito da S. MUZZI, I primi Bolognesi che scrissero versi italiani, memorie storicoletterarie e saggi poetici, Torino, 1863:

Creder si dee che a chi maggior dolore
Diede il Signor quando partì di vita,
A colei, ritornando, desse aita
Prima che ad altri col suo vivo ardore.

Sicché stando Maria con umil core
Del supremo suo Sol la nova uscita
Attendendo, sentissi la sbandita
Lena tornare, e scorse almo splendore;

Ché ratto e lieto il Messaggier del giglio
Le sopravvenne, a dir col volto chino:
Rallegrati, del ciel degna Regina;

Rallegrati, perché l'alto e divino
Tuo figliuol, già varcato ogni periglio.
Col corpo unita ha l'alma pellegrina.

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