Il Progetto

 

Le Autrici

Qui di seguito l'elenco delle autrici, che verrà incrementato sino al mese di aprile 2026. Se presente, si fornisce in libera consultazione la breve nota biografica che figura nel Prospetto edito nel 1824. Cliccando sul nome della rimatrice, si viene indirizzati ad una pagina (per visualizzazione della quale è richiesta l'iscrizione al sito) in cui figurano i testi poetici, l'indicazione delle fonti, un aggiornato corredo biografico e bibliografico e, qualora esistenti, una serie di articoli da scaricare.

Fu conoscitrice della Santa Scrittura, e ne tradusse in versi alcune Lezioni, per quanto viene asserito. Fu per eccellenza bella di corpo, e per onestà di costumi impareggiabile. Alcune Epistole di perfetto stile.

Bettussi, Addiz. alle Donne illustri di Gio. Boccaccio. P. 2, pag. 115.

Nacque nel 1434​.
Discendente dalla famiglia Venier, nell’età d’anni 22 rimase vedova. Sprezzò alteramente gli omaggi dovuti al maggior sesso, e con occhio derisorio guardò per lungo tempo gli altrui amorosi affanni. Le sue peripezie con Pietro Lando provano ad evidenza quanto giovi il non vantarsi immune dalle umane passioni.
Molte Lettere da lei scritte nel bollore della passione le acquistarono fama non comune. Furono raccolte, e fatte colle stampe di pubblica ragione.
Levati, Diz. biograf. Cronol. Vol. I.

Fu moglie del Cav. Achille Petrucci, e fu rimatrice, versata nelle scienze e nell’amena letteratura. Avendo recitata un’Orazione latina da lei scritta a Federico Imperatore, ottenne di poter portare un distintivo di gioje e di abiti preziosi contro lo Statuto Sanese.

Nota priv. dell’Avv. Camillo Volta, Bibl. di Mantova.

Nel "Prospetto" erroneamente catalogata come BIANCHETTI

Esistono nella Biblioteca di Rimini alcune Poesie da lei scritte sin all’anno 1478.

Mazzuchelli, Scritt. It. V. II P. 2.

Scrisse alcuni versi saffici. Studiò il Greco ed il Latino; ed in questa lingua scrisse molte Orazioni, come pure nell'Italiana.

Originaria di Genova, occupò la cattedra universitaria di medicina all'Università di Bologna

Ricoprì una Cattedra di Medicina; conobbe le Matematiche, la Filosofia, la lingua Greca e la Latina.
Fantuzzi, Scritt. Bologn. T. II.

Fonte iconografica: Palazzo Felicini, poi Fibbia-Fabri e oggi Masetti Calzolari. Iscrizione: Ioanna Blancheti Mathei Filia Bonsigliori Exm(?) Iuris Uxor In Philosophia [...] oruit [...] CXIV [...] MCC [...] Scultore di Casa Fibbia (1680-1690 ca.)

Fu figlia di Matteo Bianchetti, e moglie di Buonsignore de' Buonsignori: sembra ch’ella fosse nel 1354, al servizio dell’Imperatrice moglie di Carlo IV. Conobbe la lingua Latina, la Greca, la Polacca, la Legge, e la Filosofia.
Alcune Poesie, e fra queste un Sonetto sulla Resurrezione di Gesù Cristo annunziata dagli Angeli a Maria Vergine.

Tiraboschi, St. Lett. It. T. V, p. II, pag. 541. Ediz. di Venezia, 1795.
Bergalli, Racc. delle più ill. rimatr. d’ogni secolo. Venezia, 1726, in 8vo.

Morì nel 1396.
Fu moglie di Giovanni Bianchetti, ed addottorata in legge, la spiegò in patria dal 1380 fino alla morte.
Un Trattato de Legibus connubialibus.
Mazzuchelli, Scritt. d’Italia.

Fonte iconografica: Maria Bandini Buti, Enciclopedia biografica e bibliografica italiana: poetesse e scrittrici (Roma, 1941), vol. 1, p. 18.

Caterina Fieschi Adorno, nota come Caterina da Genova (Genova, 5 aprile 1447 – Genova, 15 settembre 1510), è stata una mistica italiana, ricordata soprattutto per le sue opere di misericordia verso i poveri e gli ammalati. Il 16 giugno 1737 è stata proclamata Santa da Papa Clemente XII; è conosciuta anche con il titolo di Dottoressa del purgatorio, per essere stata l'autrice del Trattato del purgatorio.


Anche CERETA-SERINA, Laura

Nacque nel 1469
Fu moglie di Pietro Serina, e ne rimase vedova dopo 18 mesi di matrimonio. Studiò le Matematiche, la Eloquenza, la Teologia, e difese Filosofia nella età di anni 18. Il di lei padre fu Silvestro Gereti, e la madre Veronica dì Lecco.
Fu sorella di Daniello Gereti, e passò tutta intera la vita nello stato vedovile e nello studio.
Fu seppellita nella Chiesa vecchia di s. Domenico, ma il suo sepolcro oggidì più non sussiste.

Autrice di:
-
Epistole Latine e volgari.
-
In Asinarium funus Oratio.
Tommasini. Jacopo Filippo, Ritratto preceduto dalla di lei Vita. Padova, 1640, in Codice 5176. della Vaticana di Roma.
Biblioteca Farsetti, Codice N. 99.

Morì nel 1410.
Fu moglie di Chiavello Chiavelli, e fu sepolta alla Romita di Fabriano. Gli unici Sonetti, che di lei ci restano, lasciano abbastanza conoscere quant’ella si fosse di alto ingegno e di spirito elevato dotata.
Autrice di alcune Poesie, un saggio delle quali ci diè la Bergalli nella sua
Raccolta.

CIAPERELLI, Costanza (ca.1410-?)

Non presente nel prospetto

Nata nel 1425 Morta nel 1500
Era questa valente donna figlia di Francesco Coppoli e di Leonarda Ramassoni. Vestì l'abito Serafico in santa Lucia di Fuligno nell’anno ventottesimo della età sua. Fu amica del famoso Porcellio, che a lei indirizzò molti versi latini, i quali inediti esistevano in un Codice del Cardinale Zelada, e che raccolti dal Canonico Battaglini furono pubblicati dal chiar. Professore Vermiglioli. Fu la Coppoli versatissima non tanto nella Greca lingua e nella Latina, quanto nell’amena erudizione.
Autrice di: Poesie latine, un Saggio delie quali ci ha dato il Lami.
Lettere ascetiche scritte a certa Suor Eustachia di Messina; ed una vita manoscritta della stessa Monaca che autografa si conserva dalle Monache di Monte Luci in Perugia.
Continuazione della Storia del Monastero di S. Lucia di Foligno, già cominciata da Suor Alessandrina da Sulmona.
Vermiglioli, Memorie di Jacopo Antiquario Perugia 1816, in 8vo.
Notizie private del prof. Vermiglioli.
Sbaraglia, Scrittori Francescani.

Morì nel 1311.
Di quest’eruditissima e leggiadra figlia di Gherardo da Camino non sono giunte fino a noi memorie di fatto che ne comprovino il letterario valore. Chi ella fosse lo indica Dante nel suo Purgatorio parlando del Padre:

Per altro soprannome io nol conosco,
S’io nol togliessi da sua figlia Gaja.
Ch’ella fosse rimatrice vulgare lo asserisce fra Giovanni da Serravalle nella diocesi di Rimino, poi vescovo di Fermo, colle seguenti parole: De ista Gaja, filia dicti boni Guerardi, possent dici multae laudes, quia fuit prudens domina, literata magni consilii et magnae prudentiae, maximae pulcritudinis, quia scivit bene loqui in vulgari. Assicura il Tiraboschi, che una copia del Commento latino, fatto da fra Giovanni alla Divina Commedia di Dante ad istanza d’alcuni Prelati della Magna Grecia, e dal quale è tratto il succitato brano, esiste nella Vaticana di Roma.
Dante. Purgat. C. 16.
Barbieri. Orig. della poesia rimata, Modena, 1790, in 4to, pag. 169.

Seguace dello stile del Petrarca, e cultissima donna. Fiorì nel 1360.

Crescimbeni, Comment. Volg. Poesia. V. II, P. 2.

Morirono l'una nel 1355, l'altra nel 1366.
Erano entrambe figlie del celebre Giovanni d’Andrea Canonista. È fama che in mancanza del padre una di loro dettasse in cattedra; anzi, se prestasi fede a Cristina da Pizzano, la quale attribuisce a Novella quest’onore, essa dettava coprendosi il volto d’un velo. Il Facciolati però, all’autorità appoggiato di Giulio Cesare Croce, asserisce, essere stata Bettina, moglie di Giovanni da Sangiorgio, quella che ognora supplì per il padre. Morì essa in Padova nel 1355, e fu seppellita in s. Antonio.
OPERE LASCIATE ED AUTORITA’
Cristina da Pizzano, Cité des dames, cap. 36.
Wolfio, de Mulier. erud. p. 406.
Facciolati, Fasti Gymn. Pat. P. I, p. 55.

Niuna memoria dell’epoca precisa in cui ella visse mi riescì di rinvenire: è però indubitato che fiorì nel XV secolo.
OPERE LASCIATE ED AUTORITA’

Rime dirette a Niccolò dei Malpighi Bolognese, ed altre al Conte Malaspina di Verona. Un Codice delle sue Poesie si conservava in Carpi presso l’Avvocato Eustachio Cabassi.
Tiraboschi, St. Lett. It. T. VI, P. 3. Venezia, 1795.

DE' SELVAGGI, Ricciarda (1308) | Selvaggia VERGIOLESI

Ricciarda de' Selvaggi fu teneramente amata da Cino da Pistoja, a cui ella corispose, mancò di vita circa il 1312. In circa, la sua morte fu pianta dal suddetto Cino, e mentre questa chiara Donna viveva egli indirizzò a lei tutte le sue Rime. Il Petrarca nel Trionfo d' amore misela al pari di Beatrice di Dante. Un suo Madrigale viene riportato dal Crescimbeni nei Comentarj. pag. 2

Luisa Bergalli

Era Monaca di s. Agostino in santa Marta; fiorì circa il 1494.
Autrice di: Alcuni Trattati, ed un Libro de’ suoi pensieri con Dio.

Mazzuchelli, Scritt It. V- II.

Era vivente nel 1350 a’ tempi del Petrarca, e le Poesie, che di essa ci restano, ci danno a conoscere quanto fosse dello stesso ammiratrice ed imitatrice. Uno de’ suoi Sonetti è in morte di Laura della Genga.
Scelta di Canzoni e Sonetti di più eccell. rimatrici. Ediz. di Bologna, 1709.

Non presente nel Prospetto

Non presente nel Prospetto

Seguace dello stile del Petrarca, e cultissima donna. Fiorì nel 1360.
Crescimbeni, Comment. Volg. Poesia. V. II, P. 2.
Topica di M. Andrea Gilio.

Non presente nel Prospetto

S’ignora l’epoca precisa nella quale fiorisse.
Autrice di due poetici Componimenti latini. -- Una Lettera a Costanza di Varano. — Due altre Lettere, che si conservano nella Laurenziana di Firenze.
Tiraboschi, St. della Lett. Ital. T. VI, P. 3. Ediz, Ven., 1735.

Non presente nel Prospetto

Non presente nel Prospetto

Autrice di: una lettera in aggiunta alle Lxxii [1448] (Firenze: Licosa Reprints, 1972, [1877, 1890]) 
Ed. Lettere di una gentildonna fiorentina [1447-1470] (Firenze: G. C. Sansoni, 1877)

MALATESTI-SFORZA, Battista di Pesaro (1459-1472)

Fu educata in Milano presso lo zio Francesco Sforza ed ivi diede pubblici saggi del suo ingegno mediante un’ elegante Orazione latina. Dicesi che in Pesaro complimentasse latinamente, ed all’improviso, molti Principi ed Ambasciatori. Fu Mecenate insigne de’ letterati , che distinse con
infinite ricchissime largizioni. Cessò di vivere nella città di Agobbio.

Era vivente circa il 1440 e scrisse alcune Poesie Italiane . Questa è 1’ unica notizia rinvenutasi.
Fondi, Olivelano, ne’ Fasti di Agobbio.

Fiorì attorno al 1406. L’ unica memoria dell’erudito e leggiadro suo poetare ci resta nella Lettera
qui sotto ricordata. Fu amata da Carlo Cavalcabue signor di Cremona.
Autrice di:
Una Lettera in terza rima a Carlo Cavalcabue signor di Cremona.

Non figura nel Prospetto

Fonte iconografica: Isotae Nogarolae Veronensis, opera quae supersunt omnia (Vindobonae: Apud Gerold et socios, 1886)

Imparò la Umanità, la Filosofia, e la Teologia. S’internò nella conoscenza delle lingue Greca e Latina,
e la sua fama salì al più alto grado. Figlia di Leonardo e di Bianca Borromea Padovana, passò tutta la vita presso i genitori suoi, amata dai famigliari ed onorata dai più felici ingegni del suo tempo. Matteo Bosso, che fino da fanciullo praticato aveva nella casa di lei, ed i primi raggi aveva scorti dell’ingegno felice di cui l’aveva dotata benefica natura, la ricorda fornita di ogni più bella letteratura e la commenda.
Lodata ella è pure con entusiasmo da Ermolao Barbaro, e da Mario Filelfo. Il Cardinal Bessarione volle visitarla in Verona, e fu sorpreso del profondo suo sapere. Molto ci resta che la memoria di lei rende celebratissima, ma molto più ci avrebbe ella lasciato se colta non fosse stata da precoce morte.
Autrice di: 

1 . Dialogo sulla colpa dei nostri primi Padri.
2. Elegia sulle delizie di Zano, villeggiatura di casa Nogarola.
3. Epistole esistenti nell’Ambrosiana di Milano.
4- Orazione al Vescovo Ermolao, latinamente scritta.
5. Un’ Orazione in lode di s. Girolamo Dottore della Chiesa. 
6. Lettera latina a Lodovico Foscarini.

Fiorì circa il 1350. Dicesi ch’ella fosse di Sassoferrato, e pretendesi che quel Sonetto indirizzato al Petrarca: Io vorrei pur drizzar queste mie piume, fosse veramente scritto da lei.

Tommasini, il Petrarca redivivo. Padova, in 4.to.
Tiraboschi, St. Lett. It. T. V, P. 2. Ven. 1795.
Bergalli, Racc. rimatr. P. 1.

 

Fiorì nel XV Secolo,
Scrisse Poesie volgari; compose tre Rappresentazioni, una di S. Giuliano, l’altra di S. Francesco, la terza
di S. Domitilla. Havvi chi le attribuisce un Romanzo, intitolato la Regina d’Oriente.
Levati, Dizion. Biogr. Cron. vol 3

Dottissima. Fu a lei attribuita un’Orazione latina contro il Cardinale Bessarione, il quale nel 1455 aveva emanato un bando contro lo smodato lusso donnesco; ed in questo bando, fra le altre cose, inibiva il portare falde e coda all’abito lunghe oltre una spanna, e maniche alla camicia più larghe di due braccia. Inibiva pure di portare pugnali, daghe ecc. Era moglie di Niccolò Sanuti.
La Orazione comincia :
Matronarum fortunas

Studiò la Poesia e la Eloquenza, ed un’Orazione, fatta a Carlo Vili nel di lui passaggio per Asti, fu da lei recitata e (dicesi ) da lei scritta nella età di anni 11. Fioriva nel 1484. Il Giovio pretende che Carlo VIII s’ innamorasse di lei, ma siccome egli la nomina Anna, cosi potrebbe esservi dell’ equivoco o colla sua madre, o con altra sua maggiore sorella.
Orazione a Carlo VIII disceso in Italia nel 1495, ed alcune poesie.

Conobbe il Greco, il Latino, ed il Lascari per lei scrisse una Grammatica in lingua greca. L’Argelati assicura cbe scriveva latinamente con somma eleganza.
Nell’Ambrosiana di Milano si leggono due
Orazioni latine, una delle quali da lei fu detta in Mantova a Pio II Papa, e pubblicata fu poi da Monsig. Mansi (T- II, pag. 192). Nel Monistero di santa Croce di Gerusalemme in Roma si conservava un bel codice, scritto da lei stessa, dell'opera de Senectute di Marco Tullio, con molte sentenze da essa raccolte.

Non figura nel Prospetto

Fonte iconografica: Giovanni Antonio Boltraffio, Isabella d'Aragona Sforza, Biblioteca Ambrosiana, Milano.

Questa fanciulla d'ingegno elevatissimo non oltrepassò l'anno quindicesimo del viver suo. Le di lei rime erano ammirabili. Fu chiamata in Roma "Terza Corinna". Anche in Fisica faceva sorprendenti
progressi. Di lei parla il Tiraboschi; ed i talenti e le virtù ingenue ne rammenta un Epitafio posto sulla sua tomba nella Chiesa di S. Salvatore di Roma.

Non figura nel Prospetto

Era vivente circa il 1397, fu moglie a Paolino Grisanti, e fu donna di allo coraggio. Dicesi che di notte tempo, essendo col marito, rimanesse ferita per difenderlo.
Crescimbeni, Comment. Volg. Poesia. T. III, p. 232.
Bergalli, Racc. rimatr. P. 1.

Fiorì circa il 1 4a 5, e fu marilata al Co. Francesco Alberti, è stata eruditissima ed ebbe onorevole posto in Elicona.
Stor. delle Donne scienziate di Marcello Alberti, Napoli, 1740

Non è assolutamente certa l’epoca della morte di questa donna ; egli è indubitato però ch’essa avvenne
prima del 1500, e ciò da notizie private avute dal suo paese nativo.

Alcune sue Rime sono sparse, in diverse antiche Raccolte; molte nel Rosario di tutti i Poeti, e la Bergalli ha inseriti nella Raccolta sua tre ingegnosissimi Sonetti.
Bergalli, Raccolta Rimatr. Vol. 1

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Non esiste, a tutt'oggi, né un'indagine critica sul corpus della lirica femminile italiana delle origini, né uno studio dei reali ed essenziali collegamenti tra la specificità femminile e le coordinate generali della temperie lirica prerinascimentale. Lo studioso che desideri condurre analisi esegetiche, linguistiche, lessicografiche sui testi delle prime rimatrici italiane in volgare si trova confrontato con la difficoltà del reperimento dei testi e dell'accesso rapido alle fonti. Sono ancora rarissime le edizioni dei componimenti poetici in questione, fondamentali per poter condurre qualsivoglia analisi critica; di scarso aiuto si rivela anche l’Antologia della poesia femminile italiana (Tracce, n. 78/79, Edizioni Tracce, Pescara, 2007), che può costituire un punto di partenza per un lavoro ancora tutto da svolgere.
Scopo della ricerca, qui confluita, è dunque il recupero di un grande patrimonio di opere, molte delle quali ancora inedite, mentre per alcuni testi (esclusi i più noti, come ad esempio quelli della "Compiuta Donzella", più volte editi e commentati o i testi di donne di potere, quale Lucrezia Tornabuoni de' Medici), si realizzerà la prima riedizione dopo la pubblicazione originale dei Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, uscita a Venezia nel 1726 e curata da Luisa Bergalli e del Prospetto biografico delle donne italiane,  edito nel 1824, sempre a Venezia, da Ginevra Canonici Fachini.

Obiettivo primario del progetto è pubblicare sistematicamente, entro il 2026, in formato digitale, una parte significativa del corpus della lirica femminile italiana delle origini (dal tardo Medioevo al primo Rinascimento; si intende giungere alla soglia del Cinquecento, perché per i componimenti redatti dal XVI in poi si hanno ormai numerosi strumenti di studio). Il progetto, promosso dalla casa editrice Thecla Academic Press Ltd, intende render conto dell'attività di 253 autrici e della particolarità delle voci poetiche di donna in ambito letterario italiano, per i secoli in questione.

 

Obiettivo secondario della ricerca in programma, attraverso la pubblicazione cartacea di una monografia dedicata alle “Voci di Gaia”, è l'indagine della rappresentazione della poetica femminile delle origini, possibile solo dopo aver selezionato il corpus di testi ed aver attuato una distinzione tra opere femminili e testi scritti "in voce di donna".
La ricerca sin qui condotta ha permesso di portare alla luce opere di autrici per lo più ignorate dalla critica, che si affacciarono alla soglia del Rinascimento con contributi assai notevoli, importanti per lo studio del quadro sociale in cui si situa la lirica femminile italiana delle origini e per la definizione della sua specificità e della sua originalità in confronto al resto della Romània.

Il nome del sito  rende omaggio a quello del Fondo Ferri della Biblioteca Civica di Padova, allestito dal conte Pietro Leopoldo Ferri: la Biblioteca Femminile, come è stata chiamata dal conte, è una singolare collezione di opere composte esclusivamente da donne, dal XIII in avanti, donata dagli eredi Ferri alla Biblioteca Civica di Padova nel 1870, insieme al catalogo manoscritto sul quale il conte registrava l'acquisto di nuove opere. Secondo il desiderio degli eredi, la raccolta è stata tenuta separata dagli altri testi e collocata in appositi scaffali recanti la legenda «Biblioteca Femminile Italiana del conte Pietro Leopoldo Ferri defunto donata al Comune dai figli di lui conti Giovanni Battista e Francesco. Anno 1870».

 

Verranno inoltre accolti:- Sonetti, tenzoni, madrigali, ballate scritti "in voce di donna". Per completezza d'indagine, una sottosezione della ricerca sarà dedicata alla pubblicazione di testi epistolari femminili in versi, e di testi religiosi (laudi, sermoni ecc., selezionati in base alla loro importanza qualitestimonianze linguistiche, come ad esempio le sacre rappresentazioni, in versi, di Antonia Pulci).

 

Il particolare status sociale e giuridico della donna, in Italia (dove l'attività poetica femminile, nei secoli presi in esame, è indirettamente documentata dalle proscrizioni di cui essa è fatta oggetto da parte delle autorità ecclesiastiche), rende necessaria l’attenzione a ogni forma di espressione lirica da parte delle donne (per questo l'indagine non si limiterà alla sola poesia amorosa).

 

La parziale emarginazione dalla vita pubblica (salvo nel caso di donne di rango elevato) e la quasi totale esclusione dalle istituzioni culturali (l'università innanzitutto), fanno sì che personaggi quali Maddalena Buonsignori, Dorotea Bucca, le sorelle d'Andrea, Laura Cereta, Eleonora della Genga meritino una focalizzazione che, sino ad ora, è stata loro negata.Percorsi diversi permetteranno di far emergere il divario tra l'autoriflessione femminile a proposito delle possibilità di operare poeticamente e lo scetticismo, l'ironia o talora l'aperta opposizione della comunità maschile.

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